Autotrasporto, donne sui camion: intervista a Elisa Crivellari autista professionista
Decreto Lavoro 2026, ecco cosa può cambiare per le donne dell’autotrasporto
Il Decreto Lavoro 2026 introduce misure su salario giusto, incentivi all’occupazione e contrasto al caporalato digitale.
Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 aprile, prevede risorse per circa 934 milioni di euro e punta a rafforzare le tutele, favorendo il lavoro stabile soprattutto per giovani e donne.
Alcune misure possono avere ricadute importanti anche nel settore dell’autotrasporto.
Ne parliamo con Elisa Crivellari, autista professionista nel settore dell’autotrasporto, per capire come queste novità possono essere lette da chi vive ogni giorno il lavoro su un camion.
Incentivi all’occupazione per nuove assunzioni nell’autotrasporto
Il Decreto Lavoro 2026 prevede quattro misure principali di decontribuzione: bonus assunzione donne, bonus assunzione giovani, bonus stabilizzazione giovani e bonus assunzioni ZES.
Per le donne è previsto un esonero contributivo del 100% fino a 650 euro mensili per 24 mesi, elevato a 800 euro nelle regioni della ZES unica per il Mezzogiorno.
Elisa Crivellari, gli incentivi alle assunzioni femminili possono incidere davvero nel settore dell’autotrasporto?
“Possono incidere, ma solo se le aziende li leggono come uno strumento per programmare nuove assunzioni e non come un vantaggio economico isolato.
L’autotrasporto ha bisogno di personale formato, affidabile e stabile. La carenza di autisti professionisti non si risolve con una misura sola, ma gli incentivi possono aiutare le imprese a guardare anche a profili che in passato venivano considerati meno presenti nel settore, come le donne.
Per un’azienda di autotrasporto assumere una donna non deve essere una scelta di immagine ma una scelta professionale. Se ci sono competenza, patente, CQC, conoscenza delle regole e capacità di gestire tempi, sicurezza e responsabilità del mezzo, il genere non deve essere un limite.”
Stabilità dei contratti: perché conta per gli autisti
Il Decreto Lavoro 2026 prevede anche un bonus per la stabilizzazione dei giovani, con esonero fino a 500 euro per 24 mesi per la trasformazione di contratti a termine stipulati tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2026, di durata massima 12 mesi, effettuate tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026.
Nel settore dell’autotrasporto quanto è importante passare da rapporti temporanei a rapporti più stabili?
“È molto importante, perché nell’autotrasporto la continuità fa la differenza. Un autista non si improvvisa: conosce il camion, le tratte, i clienti, le procedure di carico e scarico, i tempi di guida e riposo, le responsabilità legate alla sicurezza. Quando un’azienda stabilizza un lavoratore, investe anche su competenza e affidabilità.
Per chi guida, la stabilità contrattuale significa poter costruire una prospettiva professionale. Questo è fondamentale se vogliamo rendere l’autotrasporto più attrattivo anche per giovani e donne. Un settore percepito come precario o poco organizzato farà sempre fatica ad attirare nuove persone.”
Salario giusto e CCNL: tutela per lavoratori e imprese
Il Decreto Lavoro 2026 introduce il principio del “salario giusto”, fondato sul rispetto dei contratti collettivi nazionali. La disciplina sui trattamenti economici complessivi punta a garantire retribuzioni non inferiori ai minimi stabiliti dai CCNL firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, contrastando il dumping salariale e favorendo la concorrenza leale.
Il tema del salario giusto è centrale anche nell’autotrasporto?
“È centrale, perché l’autotrasporto è un settore dove la concorrenza sui costi può diventare molto pesante. Se il lavoro viene pagato male o se i contratti non vengono applicati correttamente, il danno non riguarda solo l’autista, ma anche le aziende che rispettano le regole.
Guidare un mezzo pesante significa assumersi responsabilità importanti: sicurezza stradale, merce affidata, rispetto dei tempi, documenti, tachigrafo, normative.
Tutto questo deve essere riconosciuto anche dal punto di vista economico. Parlare di salario giusto nell’autotrasporto significa parlare di dignità professionale e di concorrenza corretta.”
Rinnovi contrattuali: continuità economica per chi lavora
Il Decreto Lavoro 2026 interviene anche sui rinnovi dei contratti collettivi. Le parti sociali definiscono decorrenza degli aumenti, eventuali una tantum e strumenti di copertura economica tra scadenza e rinnovo. In caso di mancato rinnovo entro 12 mesi, è previsto un adeguamento automatico delle retribuzioni pari al 30% della variazione dell’IPCA.
Quanto pesa, per un autista professionista, avere continuità nelle tutele economiche?
“Pesa molto. Nell’autotrasporto il lavoro è continuativo, impegnativo e spesso condizionato da costi personali e organizzativi importanti. Sapere che esistono meccanismi di tutela anche nei periodi di mancato rinnovo contrattuale dà maggiore sicurezza ai lavoratori.
Dal punto di vista di chi guida un camion, la stabilità economica non è un dettaglio. Incide sulla motivazione, sulla fidelizzazione e anche sulla qualità del lavoro. Un autista formato e rispettato resta più facilmente in azienda, lavora meglio e contribuisce alla sicurezza dell’intero servizio.”
Caporalato digitale e piattaforme: nuove tutele anche per la logistica
Il Decreto Lavoro 2026 introduce misure contro l’intermediazione illecita e lo sfruttamento tramite piattaforme digitali. Sono previste la verifica dell’identità digitale del lavoratore, il divieto di utilizzare credenziali non riconducibili alla propria identità, responsabilità dei gestori delle piattaforme e diritto alla trasparenza algoritmica.
Quanto è importante questo passaggio per logistica e autotrasporto?
“È importante perché logistica e autotrasporto sono sempre più collegati a sistemi digitali. Oggi molti processi passano da piattaforme, applicazioni, tracciamenti, assegnazione dei viaggi e sistemi di valutazione. La tecnologia è utile, ma deve essere trasparente.
Un lavoratore deve sapere con quali criteri viene valutato, come vengono assegnati i servizi e quali dati incidono sul suo lavoro. La verifica dell’identità digitale è altrettanto importante, perché evita situazioni opache come account ceduti o utilizzati da persone diverse. Nel settore dell’autotrasporto la tracciabilità non deve riguardare solo la merce, ma anche la correttezza dei rapporti di lavoro.”
Conciliazione famiglia-lavoro: organizzazione aziendale nell’autotrasporto
Il Decreto Lavoro 2026 introduce uno sgravio contributivo per le imprese che adottano la certificazione UNI/PdR 192:2026. La misura prevede un esonero contributivo fino all’1%, con limite massimo di 50.000 euro annui per ciascuna impresa.
La conciliazione famiglia-lavoro può aiutare ad aumentare la presenza femminile nell’autotrasporto?
“Sì, ma va affrontata in modo concreto. Nell’autotrasporto la conciliazione dipende molto dall’organizzazione aziendale: turni, programmazione dei viaggi, tempi di rientro, comunicazione con la centrale operativa, gestione degli imprevisti. Non basta dire che il settore è aperto alle donne, bisogna creare condizioni organizzative che rendano il lavoro sostenibile.
Questo vale per le donne, ma anche per gli uomini. Un’azienda che organizza meglio il lavoro diventa più attrattiva per tutti. Se il Decreto Lavoro 2026 spinge le imprese a ragionare su questi aspetti, può avere un effetto positivo anche sull’autotrasporto.”
TFR e previdenza complementare: una scelta di prospettiva
Il Decreto Lavoro 2026 prevede anche la possibilità per i lavoratori di conferire alla previdenza complementare le quote di TFR maturate nel periodo gennaio-giugno 2026.
È un tema che riguarda anche gli autisti professionisti?
“Sì, perché anche nell’autotrasporto bisogna iniziare a parlare di prospettiva professionale a lungo termine. Un autista non pensa solo alla giornata di lavoro o al viaggio da completare, ma anche alla propria sicurezza economica futura.
La previdenza complementare è un tema tecnico, ma importante. Rendere i lavoratori più informati su queste possibilità significa aiutarli a fare scelte consapevoli. Anche questo fa parte di un settore più maturo e più attento alle persone.”
Autotrasporto e lavoro femminile: il decreto come occasione di cambiamento
Le misure del Decreto Lavoro 2026 non sono pensate esclusivamente per l’autotrasporto, ma possono avere effetti anche su questo comparto. Incentivi alle assunzioni, salario giusto, rinnovi contrattuali, contrasto al caporalato digitale, conciliazione famiglia-lavoro e previdenza complementare toccano temi centrali per le imprese e per gli autisti professionisti.
Per Elisa Crivellari, il punto decisivo resta la capacità delle aziende di trasformare gli incentivi in scelte organizzative e professionali di lungo periodo. In un settore che continua a cercare personale qualificato, la presenza femminile nell’autotrasporto può diventare una risposta concreta, purché sia accompagnata da formazione, contratti corretti e condizioni di lavoro sostenibili.
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