Autotrasporto: abolire per i trasportatori il registro di carico e scarico rifiuti RENTRI
Ecco perché il settore chiede un RENTRI più efficiente e coerente con le esigenze operative delle imprese di trasporto
Fai/Conftrasporto e FIAP chiedono di abolire il registro di carico e scarico rifiuti e di rivedere il RENTRI per semplificare gli adempimenti del settore.
Nel corso di un convegno dedicato al RENTRI, tenutosi a Ecomondo, il rappresentante Fai/Conftrasporto ha annunciato un’iniziativa legislativa per l’abolizione del registro di carico e scarico dei rifiuti per i trasportatori.
Secondo la Federazione, questo obbligo rappresenta una duplicazione burocratica inutile. La tracciabilità è già garantita dal Formulario di identificazione dei rifiuti (FIR), unico documento che certifica la regolarità del flusso dal produttore all’impianto di destinazione.
Abolizione del registro di carico e scarico rifiuti proposta da Fai-Conftrasporto
Il dottor Maurizio Quintaiè, esponente di Fai/Conftrasporto, ha spiegato che per i trasportatori di rifiuti conto terzi il registro di carico e scarico rifiuti non è altro che la somma dei FIR compilati e custoditi durante la movimentazione.
Il processo, ha sottolineato, si svolge in ogni fase: dal carico presso il produttore o detentore fino all’accettazione presso l’impianto di recupero o smaltimento.
Quintaiè ha aggiunto che dal 13 febbraio 2025 il registro viene compilato solo in modalità telematica, rendendo ancora più evidente la sovrapposizione con gli strumenti già esistenti per la tracciabilità.
Di conseguenza, Fai/Conftrasporto ritiene necessaria la sua abolizione per ridurre gli oneri amministrativi e rendere più efficiente la gestione dei rifiuti nel trasporto su strada.
Le criticità del registro di carico e scarico rifiuti per i trasportatori
La recente legge 147/2025 (“Terra dei Fuochi”) ha introdotto nuove sanzioni legate all’omessa o incompleta tenuta del registro di carico e scarico rifiuti. Le multe variano da 4.000 a 24.000 euro, e arrivano fino a 30.000 euro in caso di rifiuti pericolosi.
Inoltre, la normativa prevede anche sanzioni accessorie considerate discriminatorie. Tra queste, la sospensione dall’Albo Gestori Ambientali da due a sei mesi (quattro-dodici per rifiuti pericolosi) applicata solo ai vettori conto terzi, e la sospensione della patente di guida da uno a otto mesi. Quest’ultima, ha sottolineato Quintaiè, risulta priva di logica, poiché la compilazione del registro non avviene durante la guida ma in ufficio.
RENTRI e la posizione di FIAP sulla semplificazione dei registri
Anche FIAP Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali è intervenuta nel dibattito sulla tenuta del registro di carico e scarico rifiuti e sull’evoluzione del RENTRI, il sistema informatico nazionale di tracciabilità dei rifiuti.
Il Segretario Generale Alessandro Peron ha riconosciuto che la gestione dei registri è una criticità reale, accentuata dal passaggio al sistema telematico. Ha ribadito che la semplificazione è urgente, ma deve basarsi su fondamenta tecniche solide per non compromettere la tracciabilità ambientale. Eliminare un adempimento senza ridefinirne la funzione potrebbe generare incertezze e indebolire l’intero impianto normativo.
Verso un RENTRI digitale e integrato per ridurre le duplicazioni
Peron ha proposto una revisione del RENTRI che renda il registro di carico e scarico rifiuti davvero digitale e automatizzato, eliminando la duplicazione dei dati. Ha evidenziato che un sistema moderno deve raccogliere le informazioni una sola volta e renderle accessibili a tutte le autorità competenti.
FIAP sta collaborando con le istituzioni per migliorare la normativa e riequilibrare il quadro sanzionatorio introdotto dalla legge 147/2025, al fine di costruire un RENTRI efficiente, coerente e funzionale per chi opera quotidianamente nel trasporto dei rifiuti.
Leggi anche: Calendario divieti mezzi pesanti 2026: modifiche richieste a Salvini da CNA Fita
