Autotrasporto, 200 nuovi camionisti in arrivo con il progetto UE
Formazione in Marocco ed Egitto e nuove opportunità di lavoro in Italia e Romania
Nuovi camionisti in arrivo. La carenza da anni mette sotto pressione l’autotrasporto. È questo uno degli obiettivi del progetto Skilled Driver Mobility for Europe II (SDM4EU II).
Iniziativa UE per creare percorsi di mobilità lavorativa sicuri e regolari tra Nord Africa ed Europa.
Il programma prevede la formazione di 600 conducenti professionisti in Marocco ed Egitto. Di questi, 200 saranno accompagnati verso concrete opportunità di lavoro nell’Unione europea.
100 camionisti dal Marocco verso l’Italia
Per l’Italia il progetto prevede un corridoio dedicato con il Marocco. Cento camionisti marocchini saranno selezionati, formati e successivamente messi in contatto con imprese italiane alla ricerca di autisti professionisti.
Altri 100 conducenti provenienti dall’Egitto saranno invece preparati per lavorare in Romania.
Il percorso non riguarderà soltanto la formazione alla guida. Sono previste attività di preparazione tecnica e linguistica, selezione dei candidati, incontro con le aziende, gestione della mobilità legale e assistenza durante l’inserimento nel Paese di destinazione.
In Italia un ruolo importante sarà svolto dalla FAI, membro dell’IRU, mentre in Romania sarà coinvolta UNTRR.
Carenza di camionisti, cresce la ricerca di personale
Il progetto nasce in un momento particolarmente delicato per l’autotrasporto. La domanda di servizi di trasporto e logistica resta elevata, mentre una parte consistente degli autisti europei si avvicina alla pensione.
L’ingresso di giovani e donne nella professione resta fondamentale, ma il ricambio generazionale procede più lentamente rispetto alle esigenze delle imprese. Da qui la ricerca di nuove soluzioni per ampliare il numero di camionisti qualificati disponibili.
SDM4EU II punta inoltre a rafforzare la formazione nei Paesi di origine, migliorando le competenze di 30 formatori.
Il progetto, avviato nel giugno 2026, proseguirà fino a dicembre 2028. È gestito dall’International Centre for Migration Policy Development attraverso la Migration Partnership Facility, mentre l’IRU partecipa come partner tecnico per gli standard di formazione.
Per l’autotrasporto italiano, il corridoio con il Marocco rappresenta un nuovo tentativo di affrontare in maniera strutturata la cronica carenza di camionisti, collegando formazione, reclutamento e ingresso regolare nel mercato del lavoro.
Leggi anche: Esodo autotrasportatori: ecco l’elenco di chi ha lasciato la professione
