Trasporti: Inail, meno infortuni sul lavoro

mercoledì 13 gennaio 2016 11:12:51

Gli infortuni accertati positivi dall’Inail nel settore dei trasporti e magazzinaggio nel 2014 sono stati 32.824: un calo del 33,7% rispetto ai 49.530 di cinque anni prima. Lo comunica il periodico statistico Dati Inail. 
Il settore nel 2014 in Italia occupava circa 1,1 milioni di persone, di cui poco più della metà impiegate nei trasporti ferroviari e su gomma, poco meno di un terzo in attività di magazzinaggio e supporto, circa un decimo nelle attività di spedizione, il 3% nei trasporti marittimi e il 2% in quelli aerei. Una forza lavoro complessiva diminuita però, tra il 2007 e il 2014, del 4,4%, con una riduzione delle ore lavorate pari al 7,3%, e che sta invecchiando a un ritmo maggiore rispetto alla popolazione lavorativa generale, con l’eccezione del comparto del trasporto aereo.

Nei comparti del trasporto terrestre, marittimo e aereo è proprio la fascia di età compresa tra i 50 e i 65 anni quella che ha fatto registrare la quota maggiore di denunce (33% contro il 27% dell’intera industria e servizi). Oltre il 93% interessa il sesso maschile, presenza predominante tra la manodopera, mentre gli infortuni dei lavoratori stranieri sono più del 14% del totale. Il maggior numero di infortuni è concentrato al Nord, con oltre il 55% dei casi, mentre Centro e Mezzogiorno presentano un 22% circa ciascuno. L’89% degli episodi denunciati nel 2014 si è verificato in occasione di lavoro (il 16% con l’utilizzo del mezzo di trasporto) e il restante 11% in itinere (il 24% con mezzo di trasporto).

Numerosii fattori che concorrono a determinare pericoli e rischi in questo settore: dalla movimentazione manuale con ripetitività e monotonia, alle condizioni climatiche; dall’esposizione a rumori e vibrazioni, agli orari di lavoro lunghi e irregolari, con conseguente manifestazione di stanchezza, come nel caso degli autotrasportatori.
La guida su lunghi percorsi e quella notturna, in particolare, amplificano lo stress lavoro-correlato e possono avere delle ricadute negative sull’apparato osteoarticolare, ma i rischi riguardano anche le fasi di carico/scarico merci, aggancio/sgancio di semirimorchi o rimorchi e la manutenzione degli automezzi.

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