Coronavirus e limiti Brennero: Conftrasporto, imprese a rischio chiusura

giovedì 5 marzo 2020 12:08:03

 

“Da almeno 30 anni siamo ostaggio di Vienna, che viola il principio della libera circolazione delle persone e merci sancito dall’Ue – spiega il vicepresidente di Confcommercio e Conftrasporto Paolo Uggè - Imporre divieti in assenza di alternative valide è quantomeno assurdo. A complicare le cose, con il suo carico da novanta, è arrivato il coronavirus, con ricadute pesantissime in tutta la filiera dei trasporti”.

Concommercio-Conftrasporto chiede l’immediato stop ai divieti settoriali imposti dall’Austria in assenza di una valida alternativa, che al momento appare ancora lontana, e l’intervento deciso dell’Europa per garantire la libera circolazione delle merci all’interno dell’Ue. Anche alla luce delle gravi limitazioni che per effetto del coronavirus si stanno verificando nei settori trasporti e logistica.

Tra le imprese più colpite della filiera dei trasporti ci sono quelle della logistica, soprattutto nelle regioni della Lombardia e del Veneto. “Ci sono siti di stoccaggio da cui dipende il funzionamento di tutta la filiera distributiva, che si trovano all’esterno delle zone rosse, e che, in ragione di questo, dovrebbero essere operativi – spiega il segretario generale di Conftrasporto Pasquale Russo - Ma in diversi casi i dipendenti risiedono nelle zone rosse, dalle quali non possono uscire per recarsi al lavoro. Stiamo parlando di centinaia di lavoratori. Dire che quei depositi stanno lavorando a ranghi ridotti è un eufemismo: il tasso di assenteismo stimato è del 30-40%”. 

Sul fronte marittimo il quadro diventerà più nitido solo a partire dalla primavera, anche se i porti dell’Alto Adriatico, da Trieste a Venezia, già registrano un sensibile calo di arrivi dei container dalla Cina. Un’onda lunga che avrà effetti pesanti sia sul piano crocieristico – dove già si registra una discesa di prenotazioni del 50% - che del trasporto merci, toccando il punto peggiore nel mese di maggio.
Conftrasporto-Confcommercio chiede come prime misure una riduzione della tassa di ancoraggio e dei canoni di concessione.

L’associazione chiede poi di considerare, in tema di sostegno alle imprese del settore, anche quelle che operano al di fuori delle zone rosse perché sono già molte le aziende di autotrasporto che non riescono a lavorare, o lavorano fra mille difficoltà e senza la certezza di poter raggiungere le zone di destinazione. Conftrasporto-Confcommercio propone da un lato di allungare di almeno 4 mesi le domande per il superammortamento; dall’altro che il governo specifichi con un decreto dirigenziale che anche i corsi obbligatori per il conseguimento e il rinnovo della patente per condurre camion (la cosiddetta CQC) siano oggetto di proroga.

Infine, occorre che il governo valuti in anticipo eventuali azioni volte a limitare possibili criticità sulla filiera per l’approvvigionamento del GNL (Il Gas Naturale Liquefatto), fortemente dipendente dalla Francia e dalla Spagna.

Per Confcommercio-Conftrasporto il problema, che coinvolge tre Paesi dell’Ue (Italia, Germania e Austria), va risolto dall'Europa. “Le limitazioni dell’Austria ai Tir più inquinanti sono una misura comprensibile, un principio a favore dell’ambiente condiviso anche da Confcommercio-Conftrasporto, che da tempo sostiene la necessità di rinnovare il parco circolante con mezzi sempre meno inquinanti (cosa che sta avvenendo). Il paradosso è che, con il pretesto ambientale, vengono colpiti anche i Tir ‘più puliti: gli ‘euro6’ immatricolati prima del 31 agosto 2018 che subiscono i divieti sono ben 900mila”.

Alternative alla strada per ora non ce ne sono: la risposta ferroviaria sarà attiva solo fra 10 anni, con il completamento del tunnel. Allo stato attuale, lungo la linea ferroviaria del Brennero alcune tratte raggiungono livelli di saturazione oraria dell’85% e giornaliera dell’80%, con un carico di circa 130 treni su 160 di capacità commerciale. Ammesso di voler e poter impiegare tutte le tracce disponibili per transiti di treni merci con portata media di 30 mezzi, si potrebbero, al massimo, togliere dalle strade 900 camion ogni giorno, pari a circa 300mila mezzi all’anno.

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