Bologna, incidente sulla A14: Conftraporto, ancora un morto sul lavoro

mercoledì 31 luglio 2019 11:26:33

“Quello avvenuto ieri a Bologna, fra tre camion lungo l’autostrada, non è solo un incidente stradale, ma un vero e proprio incidente sul lavoro”.  A dirlo è il vicepresidente di Confcommercio e di Conftrasporto Paolo Uggè commentando l'incidente che si è verificato ieri sul Raccordo di Bologna. Intorno alle 15.00 alcuni mezzi pesanti, due autoarticolati, si sono scontrati nella corsia di marcia del raccordo A1-A14, al km 4. Oltre ai due autoarticolati, è stata coinvolta parzialmente nello scontro anche una bisarca. L'impatto è avvenuto nei pressi del luogo in cui un anno fa si era registrata la terribie esplosione di una autocisterna. Uno dei due conducenti è morto.

“Da tempo chiediamo modifiche al codice della strada che affrontino e risolvano il nodo della sicurezza, tanto annunciata ma poco applicata - aggiunge Uggè - I CMR (Centri di Revisione Mobili) sono sostanzialmente scomparsi; le motorizzazioni non sono in grado di effettuare le revisioni per mancanza di personale tecnico; le risorse attribuite al settore non sono selettive e legate alla classe Euro. Tutti gli automezzi immatricolati dopo il 2015 hanno installato la frenata assistita - spiega il vicepresidente di Conftrasporto - è dunque probabile che la data di produzione degli automezzi coinvolti nell’incidente di ieri sia antecedente al 2015”.

“Le normative che prevedono il principio della responsabilità condivisa sono di fatto ignorate - prosegue Uggè - Il ministero da tempo traccheggia sulla pubblicazione dei costi minimi della sicurezza, e i controlli su tutti i componenti della filiera, previsti in caso di incidenti con feriti gravi o persone decedute, non vengono quasi mai disposti dalle autorità competenti”.

“Da troppo tempo si discute alla Camera delle modifiche al codice della strada per puntare a maggiori controlli, ma sembra che le norme sulla circolazione dei monopattini nelle aree urbane interessino di più - continua Uggè - Conftrasporto riconosce che le forze dell’ordine adibite ai controlli operano al massimo per prevenire e garantire la maggior sicurezza possibile sulle strade, ma occorre che siano messe nelle condizioni di poter operare”.
“Bisogna rafforzare gli organici. Questo significa governare i fenomeni. Invece si preferisce dire no a tutto e impedire che si realizzino quegli interventi infrastrutturali che sono elemento di sicurezza”, conclude il vicepresidente di Conftrasporto.


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