TPL Venezia, inaugurato a Porto Marghera l’impianto che rifornirà i bus a idrogeno
Nella Hydrogen Valley di Porto Marghera, l’impianto da 5MW userà energia rinnovabile per la flotta TPL.
Novanta bus, zero emissioni e un polo energetico dedicato: la rivoluzione del trasporto passeggeri veneziano parte da Porto Marghera. Con l’avvio del nuovo impianto Sapio, la città si dota di un’autonomia produttiva necessaria per gestire la transizione ecologica dei propri mezzi pubblici. Una sfida supportata dai fondi del PNRR che promette di cambiare radicalmente la mobilità urbana già dai prossimi mesi, ridefinendo i modelli di mobilità territoriale.
Tecnologia e sostenibilità: il cuore produttivo dell’idrogeno
Con la recente inaugurazinoe del polo targato Sapio, la transizione verso una mobilità urbana a impatto nullo smette di essere un progetto su carta per diventare il serbatoio energetico di novanta autobus pronti a entrare in servizio.
L’aspetto più rilevante per chi si occupa di mobilità passeggeri riguarda la capacità produttiva del sito, che grazie a un elettrolizzatore da 5 megawatt è in grado di generare oltre cinquecento tonnellate di combustibile pulito ogni anno.
Questo volume di produzione servirà a garantire l’autonomia necessaria alla nuova flotta urbana acquistata dall’amministrazione veneziana, posizionando l’area tra le più avanzate nel settore dei trasporti a zero emissioni.
Il processo si avvale dell’apporto energetico di un sistema fotovoltaico da 2 megawatt, assicurando che l’intero ciclo di alimentazione dei bus sia sostenibile fin dalla prima fonte energetica.
Efficienza per la flotta e investimenti per il territorio
Per rendere efficiente il rifornimento dei mezzi pesanti, l’hub è stato progettato per gestire l’idrogeno a una pressione di 500 bar, una scelta tecnica che ottimizza i tempi di rifornimento, riducendo al contempo la necessità di spostamenti, i costi logistici e le emissioni associate.
Il progetto ha richiesto un investimento complessivo di venti milioni di euro, sostenuto per circa diciassette milioni dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, a conferma della validità dell’iniziativa nel panorama della mobilità nazionale.
Verso la Hydrogen Valley: una visione strategica per la transizione
Questa operazione si inserisce all’interno di un piano più ampio che vede l’area della Macroisola dei Petroli trasformarsi in un distretto dedicato alle energie rinnovabili, dove la stazione di rifornimento per i pullman rappresenta il tassello operativo più immediato per i cittadini.
L’idea dell’amministrazione è quella di creare un ambiente dove la ricerca e l’attività industriale lavorino per aggiornare costantemente le soluzioni destinate alla mobilità.
Con l’attivazione di questo polo, il comparto del trasporto passeggeri nel veneziano si prepara a un salto di qualità, puntando su una tecnologia che coniuga l’esigenza di spostamenti rapidi con il rispetto dei vincoli ambientali, in piena linea con la strategia promossa dal Comune di Venezia per trasformare Porto Marghera in una “Hydrogen Valley”.
Potrebbe interessarti anche: Autobus SETA più cari: dal primo agosto il biglietto urbano sale a due euro a Modena, Piacenza e Reggio Emilia
