Trasporto passeggeri: tutta la flotta Itabus viaggia con il biocarburante diesel HVO di Enilive
Nel 2025 i bus hanno percorso 20 milioni di km con 3 milioni di litri di HVO. Servite anche Parigi e Barcellona.
L’intera flotta composta dai cento mezzi di Itabus viene da oggi alimentata esclusivamente con HVOlution, un biocarburante al 100% da materie prime rinnovabili, realizzato da Enilive attraverso il trattamento di scarti organici e residui derivanti dall’industria alimentare.
Materie prime e sostenibilità nei trasporti
Questo olio vegetale idrogenato è generato all’interno delle bioraffinerie situate a Gela e Venezia, partendo da sostanze di recupero come i grassi animali e gli oli esausti da cucina.
L’utilizzo di tali risorse rinnovabili consente di ridurre l’impatto ambientale della mobilità su gomma in modo significativo; i dati indicano infatti un abbattimento delle emissioni di anidride carbonica equivalente pari al 79,5% rispetto ai carburanti di origine fossile.
Il prodotto è compatibile con le motorizzazioni diesel di ultima generazione, permettendo così una transizione immediata verso forme di energia più pulite senza necessità di modificare i veicoli.
Dalla sperimentazione alla realtà quotidiana
Il traguardo raggiunto oggi rappresenta l’evoluzione di un legame tra le due aziende iniziato nel 2021, in occasione del debutto sulle strade italiane di Itabus. Dopo una fase di test avviata nel 2024, l’anno successivo ha visto un incremento costante nell’uso del biocarburante, che ha coperto oltre la metà del fabbisogno energetico complessivo.
Nello specifico, nel corso del 2025 i bus hanno viaggiato per circa 20 milioni di chilometri consumando tre milioni di litri di HVOlution, con una forte accelerazione nel mese di dicembre, quando la quota di rifornimenti green aveva già toccato il 75%.
Un raggio d’azione internazionale per il trasporto pubblico
La scelta di adottare questa soluzione energetica non si limita ai confini italiani, ma coinvolge attivamente anche i collegamenti a lunga distanza verso diverse metropoli europee.
Le tratte che portano i viaggiatori verso mete come Barcellona, Parigi, Zurigo o Lubiana beneficiano ora di questa tecnologia, dimostrando che anche il trasporto pubblico locale (TPL) e quello extraurbano possono operare in modo efficace riducendo l’impronta carbonica.
L’efficienza del servizio viene garantita da una rete di distribuzione che conta più di 1.550 punti di rifornimento, consentendo ai mezzi pesanti di mantenere tempi di percorrenza competitivi pur adottando standard ecologici elevati.
Il potenziamento dei servizi
Per i vertici delle società coinvolte, questa operazione si inserisce in una strategia che mira a trasformare radicalmente il concetto di mobilità sul territorio. L’integrazione di carburanti da materie prime rinnovabili si accompagna infatti a un potenziamento dei servizi offerti durante le soste, con l’obiettivo di migliorare l’esperienza complessiva dei passeggeri.
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