Rinnovo CCNL autoferrotranvieri: l’esito dell’incontro MIT-associazioni
Il 21 gennaio, MIT e associazioni TPL hanno siglato l’intesa: il Governo coprirà integralmente i costi per il rinnovo del CCNL autoferrotranvieri 2024-2026.
Il Governo ha confermato il proprio impegno a sostenere l’intero onere finanziario derivante dal rinnovo dell’accordo collettivo (CCNL) per i lavoratori del settore autoferrotranvieri relativo al periodo 2024-2026. La notizia è emersa a seguito di un recente vertice tra le associazioni datoriali delle imprese TPL e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), durante il quale è stato siglato un protocollo d’intesa che garantisce la copertura economica totale dei costi derivanti dai nuovi contratti collettivi.
Per approfondire: Rinnovo CCNL autoferrotranvieri: associazioni TPL convocate il 21 gennaio al MIT
Il vertice Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
L’incontro, tenutosi nella giornata del 21 gennaio, ha visto il coinvolgimento diretto del viceministro Edoardo Rixi e delle sigle datoriali ANAV, ASSTRA e AGENS. Al centro della discussione vi era la necessità di individuare una copertura economica certa che permettesse di dare seguito agli incrementi previsti senza gravare sulle casse delle aziende di trasporto passeggeri.
La firma del verbale rappresenta un punto di svolta, poiché assicura che lo Stato si farà carico della totalità dei costi necessari a finanziare il nuovo contratto nazionale per il triennio in questione, individuando, come strumento normativo idoneo, la misura sul riordino delle accise sui carburanti.
In risposta al contesto normativo scaturito dall’approvazione finale della Legge di Bilancio, inoltre, le rappresentanze dei datori di lavoro hanno ritenuto fondamentale richiamare l’attenzione del Governo, sollecitando un nuovo incontro risolutivo. In merito, con la sottoscrizione del verbale del 21 gennaio, l’esecutivo ha confermato la propria determinazione nel reperire, tramite un provvedimento d’urgenza da emanare entro il mese di aprile, le risorse per sostenere le aziende del settore.
Tale misura garantirà, nello specifico, il saldo totale dei costi extra già per l’annualità 2025 e coprirà tutte le imprese del territorio nazionale, incluse quelle nelle Regioni a statuto speciale e nelle Province autonome.
Il consolidamento degli impegni assunti in precedenza
Questo nuovo passaggio istituzionale si inserisce in un percorso già tracciato nei mesi precedenti.
Il documento appena siglato riprende e rafforza infatti le promesse già delineate nel verbale di marzo, che stabiliva le linee guida per la sostenibilità della mobilità urbana.
Ricordiamo che il verbale del 20 marzo, in particolare, stabilisce lo scioglimento della riserva sull’intesa dell’11 dicembre 2024, rendendo operativo il rinnovo del CCNL Autoferrotranvieri 2024-2026.
Sotto il profilo economico, invece, il testo definisce il pagamento di una somma “una tantum” di 500 euro lordi a integrale copertura dell’annualità 2024. Sono inoltre previsti aumenti della retribuzione tabellare per complessivi 160 euro, distribuiti in due fasi tra marzo 2025 e agosto 2026. In aggiunta, viene introdotto il nuovo “EDR 2024“, un elemento distinto della retribuzione pari a 40 euro mensili erogato a partire da marzo 2025.
L’intesa mira poi a potenziare la produttività aziendale e il welfare attraverso un trattamento integrativo, condizionato alla sottoscrizione di specifici accordi locali. Ulteriori obiettivi entro il 2026 includono la revisione della classificazione del personale e il miglioramento della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro.
Prospettive per il futuro del TPL
La garanzia di un finanziamento pubblico integrale offre una risposta concreta alle incertezze che avevano caratterizzato gli ultimi tavoli negoziali.
Grazie a questa intesa, il settore può ora concentrarsi sul miglioramento dei servizi e sulla valorizzazione della professionalità degli operatori, elementi indispensabili per garantire l’efficienza degli spostamenti quotidiani dei cittadini.
La formalizzazione di questo impegno governativo permette infatti di guardare al futuro con un quadro normativo ed economico più solido, assicurando al contempo la continuità operativa delle imprese che gestiscono le reti di collegamento sul territorio nazionale.
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