Paratie conducenti autobus: approvati proroga e cronoprogramma
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale 12 dicembre 2025. La misura introduce un piano di adeguamento progressivo per l’installazione di paratie protettive. Confermato al 1° gennaio 2026, invece, l’obbligo di dotazione dei dispositivi per la chiamata di emergenza.
Una boccata d’ossigeno per le aziende operanti nel settore della mobilità arriva con il decreto 326 del 12 dicembre 2025, un atto che riscrive le regole per la sicurezza a bordo da parte dei conducenti di autobus. Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23 dicembre scorso, questo provvedimento, nato dalle richieste di ANAV – l’Associazione Nazionale Autotrasporto Viaggiatori -, sulle istituzioni, introduce una gestione più equilibrata degli obblighi relativi alle paratie protezione conducenti.
La misura, nello specifico, ha differito il termine originario per l’installazione delle paratie, introducendo una modulazione delle scadenze per consentire alle imprese del trasporto pubblico locale (TPL) di adeguarsi gradualmente verso standard di protezione più elevati.
Un piano di transizione graduale per l’adeguamento delle flotte
Il punto principale della revisione risiede in un calendario di adeguamento che si estende per i prossimi anni, abbandonando l’idea di un intervento a tappeto e immediato. L’avvio è previsto per il 31 ottobre 2026, data entro cui dovranno essere messi a norma i mezzi più recenti, ovvero quelli immatricolati a partire dal 2024.
Da quel momento in poi, ogni primo dicembre segnerà una nuova tappa per quanto riguarda i mezzi di categoria internazionale M2 e M3 appartenenti alle classi A, I e II, destinati al trasporto pubblico di linea.
Più nello specifico: nel 2027 toccherà ai bus del 2023, l’anno successivo a quelli del 2022, scendendo a ritroso lungo l’età della flotta fino a coinvolgere i veicoli del 2020 nel dicembre del 2030. Questo lungo percorso di messa in sicurezza si concluderà definitivamente solo alla fine del 2031, quando ogni singolo autobus dedicato al trasporto passeggeri dovrà obbligatoriamente installare la paratia divisoria.
Il cronoprogramma per la messa in sicurezza dei veicoli
Oltre a questo, il nuovo decreto abbatte anche gli ostacoli della burocrazia, semplificando l’iter post-installazione per le paratie conducenti. Le aziende, infatti, non saranno più costrette a sottoporre i mezzi alla visita e prova presso la Motorizzazione Civile, un passaggio che in passato generava lunghe attese e complicazioni.
La responsabilità della conformità passerà nelle mani delle officine autorizzate, le quali dovranno certificare che il montaggio è avvenuto in piena conformità, rispettando i criteri di sicurezza internazionali e garantendo che i materiali non presentino pericoli per i passeggeri.
Una volta ottenuta questa dichiarazione, sarà sufficiente un’annotazione tecnica sulla carta di circolazione per considerare il veicolo in regola, fermo restando la possibilità di dichiarare l’impossibilità tecnica al montaggio qualora la struttura del bus non lo consenta.
Nodi e sfide ancora aperte
Se sul fronte delle barriere fisiche si è giunti a un compromesso, il Ministero ha mostrato il pugno duro riguardo ai sistemi di allerta rapida.
Nonostante le obiezioni delle associazioni di categoria, rimane infatti confermato l’obbligo di dotare ogni mezzo di dispositivi per la chiamata d’emergenza entro il 1° gennaio 2026. Resta pertanto un clima di attesa, poiché ANAV ha già fatto sapere di voler continuare il confronto per risolvere le ultime criticità tecniche e rendere così il lavoro degli autisti sempre più protetto e sereno.
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