Osservatorio della mobilità del MIT, cresce il trasporto passeggeri: dati e tendenze dell’ultimo trimestre 2025
Nel 2025 la mobilità supera il 2019: vola l’aereo (+21%); bene gli autobus (+13%), male il trasporto locale su ferro (-12%). Scopri di più.
Nel 2025 la domanda di mobilità è risultata superiore a quella dell’anno precedente e quasi tutti i settori hanno recuperato i volumi del 2019, ad eccezione del trasporto pubblico locale su ferro che presenta ancora un calo dell’12%: è quanto emerge dall’ultimo rapporto trimestrale dell’osservatorio delle tendenze di mobilità del trasporto passeggeri e merci della Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), relativo al quarto trimestre del 2025.
Le abitudini quotidiane della popolazione in viaggio
Analizzando le tendenze dei cittadini, si nota come la mobilità sia una costante che coinvolge decine di milioni di persone. In media, oltre 35 milioni di italiani hanno effettuato almeno uno spostamento al giorno a dicembre 2025, con una frequenza di circa due viaggi e mezzo a testa.
Questi tragitti, pur essendo numerosi, si concentrano prevalentemente su brevi distanze: la stragrande maggioranza degli utenti non supera infatti il raggio di 50 chilometri per le proprie necessità quotidiane. La mobilità che valica i confini regionali resta, pertanto, una nicchia, coinvolgendo appena il 6% dei viaggiatori nei giorni lavorativi.
Il primato del volo e la tenuta della strada
Tra le varie opzioni di viaggio, l’aereo si conferma il mezzo con la crescita più significativa. La domanda per i voli ha registrato un balzo del 19% rispetto ai valori del 2019, sostenuta da un incremento dell’offerta di collegamenti che nell’ultimo trimestre è stato del 3% superiore a quello dell’anno precedente.
Al contempo, anche la circolazione su gomma mantiene una tendenza positiva. I transiti di veicoli leggeri, sia sulla rete gestita da ANAS sia sulle tratte autostradali in concessione, hanno mostrato un aumento dell’1% nell’ultima parte dell’anno. Un dato interessante riguarda gli autobus sulle strade statali, il cui utilizzo è salito del 3% rispetto allo stesso periodo del 2024.
L’andamento dei binari tra successi e rallentamenti
Il comparto ferroviario presenta, invece, uno scenario contrastante. Da una parte, i servizi ad alta velocità continuano a guadagnare terreno, chiudendo il trimestre con un incremento dei passeggeri pari al 4%. Al contrario, i collegamenti Intercity e i treni notturni hanno vissuto una fase di rallentamento, con una flessione della domanda del 4% rispetto all’anno precedente.
Nonostante questa contrazione temporanea, la lunga percorrenza ferroviaria nel suo complesso mantiene una crescita del 14% se confrontata con i livelli registrati sei anni fa.
Previsioni e tendenze per il prossimo anno
Per la prima volta, le analisi ministeriali si sono spinte oltre il monitoraggio storico, utilizzando sistemi di calcolo avanzati per ipotizzare lo scenario del 2026. In merito, le stime indicano una possibile contrazione dei volumi di traffico leggero sulle autostrade, con un calo previsto intorno al 6%.
Sul fronte opposto, invece, il desiderio di viaggiare in treno sembra destinato a crescere ulteriormente: le proiezioni suggeriscono un aumento della domanda del 5% per gli Intercity e del 3% per l’alta velocità, segnali di una preferenza sempre più marcata per la mobilità su ferro per i lunghi tragitti. Le stime prevedono invece una contrazione dell’1% con riferimento per il TPL regionale.
Il dinamismo della mobilità collettiva su gomma
Anche la mobilità collettiva che viaggia su strada ha attraversato una fase di crescita particolarmente solida, evidenziata dai flussi degli autobus lungo le arterie della rete ANAS. Come abbiamo accennato sopra, durante l’ultima parte del 2025, il transito di questi mezzi ha segnato un incremento del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Analizzando la tendenza sul lungo periodo, il comparto mostra una vitalità ancora maggiore: rispetto ai livelli registrati nel 2019, la domanda è infatti balzata in avanti del 13%, superando ampiamente i traguardi raggiunti prima dell’emergenza sanitaria.
Questo fermento interessa un panorama variegato di operatori, che spazia dai collegamenti nazionali e internazionali a mercato, come quelli di FlixBus, fino ai servizi di trasporto pubblico locale e turistico offerti dal gruppo Busitalia in regioni quali Veneto, Umbria, Campania e Toscana.
I dati relativi ai passeggeri trasportati e ai chilometri percorsi confermano, inoltre, che l’offerta si sta adattando con efficacia alle nuove necessità degli utenti, consolidando il ruolo del bus come una soluzione di viaggio sempre più apprezzata nel sistema nazionale.
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