TPL a zero emissioni, Modena: Seta acquista 12 autobus a idrogeno per il trasporto pubblico
I nuovi mezzi pubblici convertono l’idrogeno in elettricità tramite fuel cell senza alcuna combustione termica.
A Modena, la mobilità urbana compie un nuovo passo verso l’azzeramento delle emissioni grazie all’ingresso di dodici autobus alimentati ad idrogeno (fuel cell).
Più che un semplice rinnovo della flotta destinata al trasporto passeggeri, l’iniziativa traccia un modello integrato e autosufficiente: accanto al deposito aziendale di Strada Sant’Anna, la società Seta ha infatti realizzato una struttura dedicata allo stoccaggio, alla compressione e alla distribuzione del vettore energetico.
I dettagli della flotta di autobus a idrogeno
I nuovi veicoli da dodici metri di lunghezza appartengono al modello Urbino 12 Hydrogen, fabbricati dall’azienda polacca Solaris.
L’operazione d’acquisto è stata portata a termine da Seta mediante una procedura di gara congiunta con Tper. Si tratta di una scelta tecnologica già collaudata sul territorio regionale, dove oltre centoventi esemplari prestano servizio tra Bologna e Ferrara.
La meccanica della propulsione a celle di combustibile
Dal punto di vista tecnico, il funzionamento dei bus a celle di combustibile ad idrogeno si basa sulla conversione chimica dell’energia.
La trazione dei mezzi, infatti, è interamente elettrica e sfrutta una fuel cell, ovvero un dispositivo elettrochimico in grado di trasformare l’idrogeno in elettricità senza ricorrere ad alcun processo di combustione termica.
Di conseguenza, l’impatto ambientale allo scarico è nullo: l’unica sostanza emessa durante la marcia è vapore acqueo.
Investimenti e benefici ambientali attesi
L’investimento complessivo ammonta a circa dodici milioni di euro.
La dotazione poggia, nello specifico, su 8,2 milioni di euro giunti dai fondi Pnrr assegnati al Comune di Modena, integrati da 3,8 milioni di euro sostenuti in autofinanziamento da Seta.
Quando i bus entreranno in funzione, garantiranno una percorrenza complessiva di circa 660 mila chilometri all’anno, consumando fino a cinquanta tonnellate di idrogeno.
Rispetto a un’equivalente flotta a gasolio, il risparmio netto per la qualità dell’aria è stimato in circa 737 tonnellate di CO2 evitate ogni anno.
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