Mobilità: Nencini, oggi i servizi hanno costi troppo elevati
La possibilità di ristrutturare la mobilità di lunga percorrenza attraverso l’integrazione treno e bus è stato l’argomento al centro dello studio che Anav ha commissionato al Politecnico di Milano.
“Non si può proseguire oltre sulla moltiplicazione della spesa pubblica – ha detto il presidente Anav, Nicola Biscotti -. La proposta che facciamo non è necessariamente risolutiva, ma è uno dei temi su cui il Paese si deve interrogare”.
L’Associazione Nazionale Autotrasporto Viaggiatori ha presentato l’esito dell’analisi durante il Congresso “Contratto di servizio lunga percorrenza di Trenitalia: prospettive di risparmio attraverso l’integrazione con l’autobus”. In apertura, con la creazione di una tavola rotonda alla presenza di istituzioni e stakeholders, si è dato il via a un dialogo costruttivo per creare proposte politiche di settore.
In occasione del convegno, il presidente della commissione trasporti della Camera, Michele Meta ha dichiarato: “Il diritto alla mobilità è un diritto di rango costituzionale e finora non è stato riconosciuto come tale. Oggi c’è un tema che non si può eludere e cioè l’ecosostenibilità degli spostamenti: bisogna sfruttare tutte le sinergie possibili e approvare rapidamente la riforma del trasporto”.
Ad essere d’accordo con l’integrazione treno bus per migliorare i servizi a lunga percorrenza è anche il Viceministro delle Infrastrutture, Riccardo Nencini.
“Va costituito un tavolo che affronti il tema dell’integrazione tra le diverse modalità. Oggi le città metropolitane generano dalla metà ai due terzi del pil del Paese, quindi hanno bisogno di infrastrutture, logistica e servizi. In più – ha spiegato Nencini – i profondi cambiamenti che si sono verificati nella realtà economica del Paese richiedono di mettere mano al servizio universale che costa oltre 220 milioni, costo troppo elevato che è costituito da servizi che vengono effettuati su poli industriali dismessi”.
Il Viceministro, inoltre, ha invitato Anav a sottoporre, attraverso l’esito dello studio condotto dal team del Politecnico di Milano, un input al Ministero per riuscire a sostituire alcuni servizi ferroviari con quelli universali su gomma.
