TPL: dal MIT 750 milioni di euro alle Regioni per il rinnovo del parco autobus
In arrivo nuovi bus green (elettrici, idrogeno, metano) con GPS, USB e telecamere di videosorveglianza. Finanziate anche colonnine e depositi. Scopri di più.
Parte ufficialmente la seconda fase della transizione verde del trasporto pubblico italiano: con uno stanziamento di 250 milioni di euro ogni anno fino al 2033, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha fissato le nuove regole per il rinnovo della flotta nazionale nel periodo 2024-2028; sul piatto, quindi, 750 milioni di euro per il prossimo triennio.
La misura, al centro del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile, mira a sostituire i vecchi autobus con mezzi tecnologicamente avanzati per migliorare la qualità dell’aria nei nostri centri urbani. L’obiettivo è chiaro: trasformare i servizi di trasporto pubblico locale (TPL) in un sistema moderno e a bassissimo impatto ambientale, garantendo al contempo una pianificazione economica di lungo respiro e che non lasci spazio a incertezze.
Standard elevati tra tecnologia e accessibilità
La nuova generazione di bus che circolerà nelle nostre strade dovrà rispettare criteri di qualità molto rigidi, spostando l’asticella del comfort per il trasporto passeggeri.
Oltre alla trazione elettrica, a idrogeno o a metano, estesa dal 2024 anche ai percorsi extraurbani, ogni veicolo deve essere equipaggiato con pedane per l’accesso di passeggeri con mobilità ridotta, sistemi di climatizzazione efficienti e tecnologie per la localizzazione satellitare.
La sicurezza dei viaggiatori e del conducente è garantita da telecamere di videosorveglianza interne e cabine protette.
Per rispondere alle esigenze della digitalizzazione, inoltre i mezzi ordinati d’ora in avanti dovranno disporre di prese USB per la ricarica dei dispositivi, con dotazioni potenziate e servizi igienici per le tratte che superano i cento chilometri.
Il ruolo delle infrastrutture e la gestione regionale
Il successo di questa transizione non dipende solo dai veicoli, ma anche dalla rete che li sostiene.
Per questo motivo, una quota rilevante dei finanziamenti può essere destinata alla creazione di stazioni di ricarica e all’adeguamento dei depositi esistenti.
Le Regioni, agendo come enti coordinatori, possono gestire queste risorse direttamente o affidarle alle imprese che operano nel settore della mobilità, assicurandosi che ogni investimento sia finalizzato esclusivamente al servizio pubblico.
Per mantenere la massima trasparenza, ogni autobus acquistato con questi fondi dovrà mostrare chiaramente un pannello informativo che indichi il supporto finanziario ricevuto dallo Stato. Inoltre, i mezzi rimangono vincolati al servizio pubblico per tutta la loro vita tecnica, garantendo che il beneficio per la collettività sia realmente sostenibile, anche sul piano sociale.
Date e scadenze del cronoprogramma
Il cronoprogramma stabilito dal Ministero è serrato e non ammette deroghe, con l’intento di garantire che le risorse si trasformino rapidamente in nuovi servizi TPL per i cittadini.
Per il quinquennio in corso, in particolare, i contratti di acquisto devono essere firmati entro la fine del 2026, mentre la consegna definitiva dei bus e i relativi pagamenti devono concludersi entro il 31 dicembre 2028.
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