Mercato autobus italiano in crescita: +35,4% a marzo 2026
+24,2% nel primo trimestre 2026 con 1.804 unità. Trainano TPL e minibus. Crescita record al Nord-Est e modelli green al 28,8%. Tutti i dati.
Il mercato italiano degli autobus ha chiuso il mese di marzo 2026 con un balzo in avanti del 35,4%, mettendo in strada 585 nuovi mezzi pubblici rispetto all’anno precedente. Lo rivelano gli ultimi dati dell’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica (Anfia).
Questo risultato consolida un primo trimestre decisamente positivo per il comparto, che ha totalizzato 1.804 immatricolazioni complessive, segnando un incremento del 24,2% nel confronto con lo stesso periodo del 2025.
Analisi mensile per tipologia di veicolo
L’esame dettagliato dell’ultimo mese rivela una vitalità che attraversa ogni categoria destinata al trasporto passeggeri.
Il traino principale della domanda è arrivato dal settore del trasporto pubblico locale, che ha fatto registrare una crescita vicina al 50% (per la precisione, +49,3%).
Parallelamente, anche i segmenti dei mezzi turistici e scolastici hanno mostrato un’importante crescita, tutti attestati su valori superiori al 21% (nello specifico, +22,2% gli autobus e midibus turistici, + 21,7% i minibus e +21,4% gli scuolabus).
L’andamento del primo trimestre 2026
Allargando l’orizzonte ai primi tre mesi dell’anno, la tendenza si conferma solida, sebbene con alcune differenze interne.
Mentre i bus destinati ai servizi di linea urbani e i minibus hanno mantenuto ritmi di incremento sostenuti, superando il 33% (nello specifico, +36,3% gli autobus adibiti al TPL e +33,5% i minibus), il comparto dei viaggi e del turismo ha segnato un progresso più contenuto, fermandosi poco sotto il 10%(+9,9%).
Al contrario, gli scuolabus hanno archiviato il periodo tra gennaio e marzo con una flessione dell’11,8%,risultando l’unica categoria in contrazione.
La transizione energetica e le nuove alimentazioni
Il rinnovamento delle flotte sta portando con sé una profonda modifica delle tecnologie di propulsione adottate.
I dati evidenziano un notevole ridimensionamento della quota di mercato dei veicoli a gas, passata dal 22% dello scorso anno a un 7% nel trimestre.
Di contro, si osserva una diffusione sempre più capillare di mezzi a trazione elettrica o ibrida; queste soluzioni oggi rappresentano quasi un terzo del totale delle nuove targhe, raggiungendo una penetrazione del 28,8% (erano 22,3% nei primi tre mesi del 2025).
Le differenze geografiche nella penisola
La distribuzione territoriale dei nuovi acquisti evidenzia una spaccatura marcata all’interno del Paese.
Il Nord-Est ha vissuto un incremento significativo, raddoppiando le immatricolazioni rispetto allo scorso anno (+105,8%), seguito da ottime performance nel Nord-Ovest (+69,1%) e nelle regioni centrali (34,5%).
Una situazione opposta caratterizza invece il Mezzogiorno e le Isole, aree in cui si è verificata una diminuzione dei volumi superiore al 30% (-30,8%).
L’incognita del post-PNRR e le sfide future
Dietro questi volumi di vendita significativi si nasconde un fattore temporaneo: gran parte delle attuali consegne è collegata ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, una spinta che sta ormai per esaurirsi.
Per evitare che la filiera nazionale subisca un brusco arresto, le associazioni di categoria sollecitano l’istituzione di un fondo di sostegno permanente dedicato al trasporto pubblico locale (TPL). Un intervento considerato essenziale per permettere alle imprese italiane di competere con i produttori asiatici e per sostenere il percorso verso i traguardi europei di decarbonizzazione fissati per il 2030.
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