Mercato autobus italiano in crescita: + 54,1% ad aprile 2026
TPL e bus turistici guidano la corsa; frenano minibus e scuolabus. Balzo della sostenibilità: i mezzi a trazione alternativa sono il 31,2%.
Ad aprile 2026 il mercato italiano degli autobus ha premuto l’acceleratore, mettendo a segno un aumento del 54,1% con 581 nuove unità immatricolate, un risultato che consolida la crescita del primo quadrimestre al +30,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È quanto emerge dall’ultimo rapporto di Anfia, l’associazione nazionale filiera industria automobilistica; ecco i dati nel dettaglio.
Il primato del trasporto pubblico locale ad aprile
Analizzando i dati nel dettaglio, emerge chiaramente come la spinta principale provenga dal trasporto pubblico locale (TPL). In questo ambito, le immatricolazioni mensili sono passate dalle 164 unità del 2025 alle attuali 363, segnando un incremento del 121,3%.
A fare la parte del leone sono i mezzi urbani, che con 336 nuovi libretti di circolazione hanno quasi quadruplicato i risultati dello scorso aprile. Al contrario, i mezzi destinati ai collegamenti interurbani hanno registrato una brusca frenata, calando del 64%.
Per quanto riguarda le altre tipologie di trasporto passeggeri, i bus turistici mostrano una buona vitalità con un aumento del 46,1%, mentre soffrono i minibus e gli scuolabus, in diminuzione rispettivamente del 36,2% e del 6,7%.
Bilancio positivo per il primo quadrimestre
L’analisi del primo quadrimestre del 2026 conferma questa tendenza positiva per la mobilità collettiva, con un totale di 2.384 autobus entrati in servizio.
Il comparto TPL guida la classifica con 1.392 unità complessive (+51,5%), trainato ancora una volta dai modelli urbani che superano le mille unità immatricolate. Sebbene il settore turistico (+17,1%) e quello dei minibus (+9,8%) mantengano un segno positivo nel periodo gennaio-aprile, il segmento dedicato agli studenti continua a perdere terreno, chiudendo il quadrimestre con un calo dell’11,5%.
La svolta verso le alimentazioni sostenibili
Sotto il profilo della sostenibilità, la transizione della flotta nazionale verso tecnologie pulite appare evidente. Nei primi quattro mesi dell’anno, i mezzi a trazione alternativa (autobus elettrici, ibridi e a idrogeno) hanno raggiunto una quota di mercato del 31,2%, superando ampiamente il 21,4% registrato nello stesso arco temporale del 2025.
Entrando nello specifico delle alimentazioni, spiccano le 707 unità elettriche (BEV) e i 177 mezzi a idrogeno, mentre la preferenza per il gas naturale è scesa al 7,4% del totale.
Il divario territoriale negli investimenti
La distribuzione geografica degli acquisti mostra però un Paese diviso. Se le regioni del Nord-Ovest(+67,2%), del Nord-Est (+65,9%) e del Centro (+50,7%) evidenziano importanti investimenti nei trasporti, l’area del Sud e delle Isole chiude il quadrimestre in controtendenza, con una flessione delle immatricolazioni pari al 17,5%.
Le sfide future oltre l’effetto PNRR
Nonostante i risultati brillanti, l’industria mantiene un atteggiamento prudente. Come abbiamo evidenziato anche in un nostro precedente articolo, per i dati del mercato relativi al mese di marzo 2026, l’attuale picco di vendite è strettamente legato alle erogazioni legate al PNRR, che hanno impresso un ritmo discontinuo al mercato negli ultimi anni.
In vista della conclusione di questi fondi straordinari, gli operatori chiedono l’adozione di politiche di sostegno strutturali che permettano di pianificare il rinnovo del parco circolante con maggiore stabilità, garantendo al contempo una tutela per la produzione europea di fronte alla pressione dei mercati esteri.
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