Mercato autobus in Italia, un’estate a due velocità: i dati di luglio e agosto 2025
Il rapporto ANFIA, relativo ai mesi di luglio e agosto, rivela un’estate altalenante per il comparto: i dati e il bilancio dei primi otto mesi del 2025.
L’industria italiana dei trasporti su gomma ha vissuto un’estate con dinamiche contrastanti per quanto riguarda il settore degli autobus; nello specifico un forte calo a luglio, seguito da una vigorosa ripresa ad agosto: è quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Associazione Nazionale Italiana Industria Automobilistica (ANFIA).
Mesi caratterizzati da un andamento altalenante, che sollevano interrogativi e confermano, al contempo, la necessità di un’attenzione verso il trasporto pubblico locale (TPL) e per il più ampio comparto del trasporto passeggeri, settori fondamentali per la connettività e l’economia del Paese.
Approfondiamo i dati di luglio e agosto 2025, esaminando il bilancio dei primi otto mesi del 2025 (scopri anche i dati relativi al mercato dei veicoli industriali).
Luglio 2025: mese in contrazione per il settore degli autobus
Stando a quanto riportano i dati, nel mese di luglio 2025, il mercato italiano degli autobus con massa totale a terra superiore a 3.5 tonnellate ha manifestato una flessione considerevole.
Le nuove immatricolazioni si sono attestate a 527 unità, un dato che riflette un decremento del 21,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Questa contrazione ha interessato prevalentemente tre dei quattro principali segmenti del mercato.
In particolare, il settore degli autobus destinati al trasporto pubblico locale (TPL) ha subito un arretramento marcato, chiudendo il mese con 279 unità, segnando un pesante -38,7%.
Gli autobus e midibus urbani, cruciali per la mobilità cittadina, hanno registrato 239 nuove unità, con una diminuzione del 12,8%.
Ancora più accentuato è stato il calo per i veicoli interurbani, con sole 40 immatricolazioni e una drastica riduzione del 77,9%.
Anche il segmento dei veicoli dedicati al trasporto scolastico e i minibus hanno mostrato andamenti negativi. Gli scuolabus hanno visto le immatricolazioni scendere a 41 unità, con una diminuzione del 32,8%. I minibus, pur con una flessione più contenuta, hanno registrato 93 unità e un calo del 9,7%.
In netta controtendenza, gli autobus e midibus turistici hanno rappresentato l’unica nota positiva, registrando una crescita eccezionale. Con 114 nuove unità immatricolate, questo segmento ha segnato un incremento del 123,5% rispetto a luglio 2024, suggerendo una forte ripresa del trasporto passeggeri legato al turismo.
Agosto 2025: la ripresa del mercato degli autobus
Il mese successivo, agosto 2025, ha offerto un quadro più incoraggiante. Il numero totale di autobus immatricolati, sempre per la categoria con massa totale a terra superiore a 3.5 tonnellate, è salito a 327 unità, rappresentando un notevole aumento del 27,7% rispetto ad agosto 2024.
Ciò che colpisce è la generalizzata ripresa: tutti e quattro i segmenti principali hanno registrato variazioni positive.
Ancora una volta, il settore turistico si è distinto per la sua performance straordinaria. Gli autobus e midibus turistici hanno visto un aumento del 114,3%, con 45 nuove immatricolazioni, confermando la loro dinamica positiva anche nel secondo mese estivo.
Un segnale particolarmente positivo è giunto dal comparto degli scuolabus, che dopo il calo di luglio, ha registrato una forte crescita dell’80%, con 27 unità immatricolate. Anche i minibus hanno recuperato terreno, con 37 unità e un incremento del 27,6%.
Segnali di ripresa anche per il segmento degli autobus per il TPL: le immatricolazioni totali per il trasporto pubblico locale sono aumentate del 14,1%, raggiungendo le 218 unità. Nello specifico, gli autobus e midibus urbani hanno registrato 147 unità, con una crescita del 20,5%, mentre quelli interurbani, seppur con un incremento più modesto, hanno contato 71 unità, pari a un +2,9%.
Il bilancio dei primi otto mesi del 2025
Nonostante la buona performance di agosto, l’analisi cumulativa dei primi otto mesi del 2025 (gennaio-agosto) rivela un panorama più complesso e, in parte, preoccupante per l’intero settore dei trasporti passeggeri.
I libretti di circolazione per nuovi autobus rilasciati sono stati in totale 3.477, un dato che segna ancora una contrazione del 21 % rispetto al medesimo periodo del 2024.
In questo contesto generale di flessione, gli autobus e midibus turistici continuano a rappresentare l’eccezione, consolidando una crescita del 38,8% nel cumulato annuale con 759 unità, a testimonianza di una rinnovata vitalità del settore turistico.
Al contrario, gli altri segmenti affrontano sfide significative.
Nel dettaglio, i minibus evidenziano un calo del 34,6% mentre gli scuolabus registrano una flessione del 10,1%. Il trasporto pubblico locale (TPL) nel suo complesso ha visto le immatricolazioni diminuire del 30,6%, con gli autobus e midibus urbani in calo del 7,0% e quelli interurbani che hanno subito una riduzione particolarmente pesante del 51,8%.
Le alimentazioni
Analizzando le tipologie di alimentazione per i primi otto mesi del 2025, si osservano tendenze interessanti nel processo di transizione ecologica del settore.
Il diesel rimane l’alimentazione predominante, con 1.810 unità immatricolate, ma mostra una diminuzione del 22,2% rispetto all’anno precedente.
I veicoli elettrici registrano una crescita notevole, quasi triplicando le immatricolazioni con 765 unità, pari a un aumento del 90,3%.
Al contrario, altre alimentazioni considerate più sostenibili, come il GNL (Gas Naturale Liquefatto) e il metano, hanno subito cali significativi: il GNL con sole 3 unità (-89,3%) e il metano con 652 unità (-37,3%).
Anche gli ibridi gasolio/elettrico e metano/elettrico hanno visto una contrazione, rispettivamente del 60,3% e del 63,6%.
È degno di nota l’ingresso di 7 mezzi alimentati a idrogeno, un segnale, seppur iniziale, verso nuove frontiere della mobilità.
La distribuzione geografica
A livello territoriale, nei primi otto mesi del 2025, le immatricolazioni di autobus mostrano cali più marcati in alcune aree geografiche.
Le regioni del Nord-Ovest registrano una flessione del 35,9%, seguite dal Sud e Isole con un decremento del 27,9%. Le regioni del Centro hanno visto una contrazione del 6,8%, mentre il Nord-Est ha contenuto il calo al 4,9%.
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