Il mercato degli autobus chiude il 2025 con una flessione del 15,9%
Nel 2025 immatricolati 5.508 bus; dicembre, invece, segna -27,9%. Il trasporto pubblico cala del 27,7%, mentre i mezzi turistici volano con un +62,8% nell’intero anno. Tutti i dati.
Il bilancio finale del 2025 per il comparto degli autobus, secondo le ultime rilevazioni ANFIA, evidenzia un mercato in sofferenza che ha chiuso l’anno con un totale di 5.508 nuove immatricolazioni, segnando una contrazione del 15,9% rispetto all’anno precedente.
La frenata è apparsa ancora più evidente nel solo mese di dicembre, quando sono stati registrati appena 658 veicoli, un dato che si traduce in un pesante calo del 27,9% nel confronto diretto con lo stesso periodo del 2024.
Questo scenario delinea un quadro di forte incertezza per la mobilità collettiva, dove il rallentamento del settore pubblico pesa in modo determinante sul risultato complessivo della filiera nazionale. Approfondiamo l’andamento dei diversi segmenti guardando più nel dettaglio ai dati dello scorso mese e dell’intero anno.
Un dicembre in forte affanno per le nuove immatricolazioni
Durante l’ultimo mese del 2025, il settore ha registrato l’immissione su strada di appena 658 nuovi veicoli con massa superiore alle 3,5 tonnellate.
A dicembre, nello specifico, si è assistito a una divergenza netta tra le varie destinazioni d’uso: mentre il trasporto pubblico locale (TPL) ha subito un pesante crollo del 39,6% e gli scuolabus sono calati del 18,2%, i mezzi dedicati al turismo e i minibus hanno mostrato una crescita vivace, rispettivamente del 16,1% e del 48,9%. Tale scenario riflette una fase di instabilità per il trasporto passeggeri istituzionale, in netto contrasto con la resilienza mostrata dai servizi privati e turistici.
L’analisi dell’intero anno: una flessione che preoccupa la filiera
Analizzando l’intero arco del 2025, la sofferenza dei mezzi destinati al servizio TPL appare ancora più marcata, con una diminuzione delle nuove targhe pari al 27,7%.
Anche il comparto dei minibus ha accusato il colpo, chiudendo i dodici mesi con una perdita del 23,4%, mentre per gli scuolabus la flessione è stata più contenuta, limitandosi a un 3,7%.
In questo contesto di generale difficoltà, l’unico segmento a mostrare una crescita di rilievo è stato quello dei pullman e midibus turistici, che ha chiuso l’anno con un balzo in avanti del 62,8% rispetto al 2024.
Geografia delle immatricolazioni e transizione energetica
La distribuzione territoriale dei nuovi libretti di circolazione evidenzia come la crisi abbia colpito duramente soprattutto il Sud e le Isole, aree che hanno registrato una flessione del 25,3%.
Cali a doppia cifra hanno interessato anche il Nord-Ovest (-15,6%) e le regioni del Centro (-10,8%), mentre il Nord-Est è riuscito a mantenere una sostanziale stabilità con una contrazione minima dello 0,6%.
Sul fronte della mobilità sostenibile, si osserva un calo della quota di mercato dei mezzi alimentati a gas, passata dal 22,9% del 2024 al 19,6% attuale, a fronte di una sostanziale tenuta dei veicoli elettrici e ibridi, che rappresentano ormai il 31% del totale immatricolato.
Le prospettive per il futuro e le sfide del 2026
Il rallentamento osservato nella parte finale del 2025 solleva interrogativi sulla tenuta del mercato per questo nuovo anno, specialmente a causa dell’esaurimento degli effetti propulsivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
La preoccupazione principale riguarda la possibilità che il 2026 erediti queste criticità strutturali, rendendo ancora più difficile il rinnovo delle flotte circolanti.
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