Trasporto pubblico, grazie al PNRR aumentano gli autobus a basse emissioni: i dati Istat
Più chilometri per metropolitane e filobus. Nelle città, si rinnovano le flotte degli autobus grazie al boom di elettrici e ibridi.
Il volto dei centri urbani della penisola sta cambiando attraverso cantieri, estensioni di linee sotterranee e autobus dal motore sempre più silenzioso. A scattare la fotografia di questa trasformazione è lo studio dell’Istat intitolato “Ambiente Urbano – Anno 2024“, il quale, basandosi su rilevazioni riferite a due anni fa, illustra le ricadute concrete del Piano di ripresa e resilienza sul trasporto pubblico italiano.
Sotto la strada e lungo i cavi: la spinta alle infrastrutture rapide
Entrando più nel dettaglio, gli stanziamenti legati all’investimento del Pnrr per lo “sviluppo del trasporto rapido di massa” hanno impresso un’espansione concreta alle infrastrutture e impianti fissi del TPL.
Nel 2024, l’estensione complessiva delle metropolitane è infatti salita a 212,3 chilometri, registrando un incremento del 7,3% rispetto all’anno precedente. Un progresso analogo ha interessato le reti filoviarie, cresciute del 4,2% fino a raggiungere i 305,3 chilometri.
Invariata, al contrario, la rete dei tram, che, con 360,8 chilometri, segna una variazione minima del -0,5%.
La svolta nelle flotte: la progressiva archiviazione del gasolio
Le risorse europee hanno inoltre consentito il rinnovo delle flotte, rimpiazzando i veicoli datati e inquinanti con nuovi autobus a basse emissioni, alimentati a gas o con sistemi ibridi, oltre ai mezzi a zero emissioni elettrici.
Dal 2024, infatti, risulta che la metà degli autobus in servizio non è più alimentata a gasolio: la quota complessiva di veicoli elettrici, ibridi, a metano o a Gpl si è attestata al 48,4%.
Rispetto al 2023 si rileva, quindi, un aumento dell’8,1% mentre il confronto con il 2019 mostra una crescita del 16,8%.
Elettrico in accelerazione, ma il gas conserva il primato
Guardando alle singole tecnologie, la progressione più marcata spetta agli autobus elettrici e ibridi, con un balzo del 54,9% su base annua.
I bus a gas hanno mostrato un incremento più contenuto, pari al 9,7%, sebbene continuino a costituire l’ossatura principale delle flotte. Nei Comuni capoluogo, infatti, i mezzi a gas rappresentano il 29,9% dei veicoli in esercizio, rispetto al 18,4% coperto dalle motorizzazioni elettriche ed ibride.
La mappa dei divari locali: dal Nord-Est al Mezzogiorno
L’ammodernamento delle flotte evidenzia profonde differenze geografiche lungo lo stivale.
Nei capoluoghi del Nord-Est la percentuale di autobus ecologici raggiunge il 63,8%.
I valori scendono invece sensibilmente sotto la media nazionale nel Nord-Ovest, dove si fermano al 42,5%, e nel Mezzogiorno, fermo al 39,5%.
Dai vertici di Bologna e Bari ai ritardi di Genova e Firenze
Nelle città metropolitane la quota media di autobus ecologici si attesta al 47,5%, un dato vicino alla media nazionale che cela tuttavia realtà molto distanti.
Bologna e Bari guidano l’innovazione superando il 75% di mezzi green, seguiti da Venezia, Roma e Catania che oltrepassano la soglia del 50%.
In coda alla classifica si posizionano centri come Genova, Firenze e Reggio Calabria, caratterizzati da percentuali nettamente inferiori alla media.
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