Idrogeno verde nel trasporto pubblico locale: l’Hydrogen Adige Valley a Bolzano
Finanziato con 35 milioni dal PNRR, il piano genererà 430 kg/giorno di idrogeno verde. Approfondisci il progetto di mobilità sostenibile.
A Bolzano prende vita il progetto Hydrogen Adige Valley, un piano di mobilità a emissioni zero finanziato con 35 milioni di euro dal PNRR per unire fonti pulite e trasporti pubblici. L’iniziativa punta a rendere il territorio indipendente dal punto di vista energetico, collegando la produzione locale di idrogeno verde alla gestione della flotta di autobus.
Idrogeno verde per il TPL: dalla luce solare al serbatoio
Il cuore tecnico del sistema risiede in un impianto di elettrolisi da 2 megawatt, capace di generare oltre 430 chilogrammi di idrogeno green ogni giorno.
Questa struttura riceve il supporto di un’area fotovoltaica limitrofa che produce annualmente quasi 2 gigawattora, garantendo che una parte consistente dell’energia necessaria arrivi direttamente dal sole.
Attraverso questo meccanismo, la città riesce a costruire un percorso energetico autonomo, dove la risorsa viene creata e consumata nello stesso luogo, abbattendo sensibilmente l’impatto ambientale legato alla logistica del combustibile.
Per approfondire: Autobus a idrogeno nel trasporto pubblico locale: i progetti pilota e le città apripista in Italia
Viaggiare senza inquinare tra città e valli
La flotta beneficiaria del servizio conta attualmente più di trenta mezzi, caratterizzati da una tecnologia ibrida che sfrutta accumulatori elettrici e celle a combustibile.
Grazie a questa configurazione, gli autobus possono affrontare con agilità anche i tragitti più lunghi e impegnativi che collegano i centri principali come Bolzano e Merano. Il comfort per chi si sposta quotidianamente si sposa così con la tutela dell’ambiente montano, dimostrando che i collegamenti extraurbani possono fare a meno dei carburanti tradizionali senza sacrificare l’efficienza o la puntualità delle corse.
Una rete industriale nazionale senza spreco di suolo
Un aspetto distintivo di questa operazione riguarda la valorizzazione di superfici già urbanizzate per l’installazione dei pannelli, evitando di occupare terreni naturali o agricoli.
Inoltre, l’intero processo si basa su una collaborazione produttiva tutta italiana che unisce la Sardegna, dove vengono realizzati i macchinari per l’elettrolisi, all’Alto Adige per l’impiego finale sui mezzi di linea. Un lavoro di squadra che rafforza la competitività del settore tecnologico interno e propone una soluzione operativa concreta per la transizione verso sistemi di trasporto più puliti.
Sviluppi futuri e replicabilità europea
Le ambizioni del programma guardano con decisione al 2030, anno entro il quale si punta a triplicare il numero di vetture pulite in circolazione, raggiungendo le cento unità totali.
L’idea è quella di estendere progressivamente la copertura anche alle zone turistiche d’alta quota, portando l’innovazione fin sulle vette alpine per preservare la qualità dell’aria nei contesti più delicati.
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