Bus turistici, AN.BTI: tra resilienza e sfide, il settore punta alla fiducia per il 2026
Il 2026 sarà anche l’anno della sicurezza con la campagna “BuSicuri: pronti a partire!”. Obiettivi: promuovere un salto culturale e nuovi investimenti per proteggere autisti e passeggeri.
Mentre il 2025 volge al termine, emerge con chiarezza come il settore dei bus turistici non sia soltanto una voce statistica, ma anche un elemento che sostiene l’intera architettura economica e sociale del nostro Paese. Riccardo Verona, presidente di AN.BTI Confcommercio, l’Associazione Nazionale Bus Turistici Italiani che rappresenta le imprese del trasporto persone con autobus a vocazione turistica, spiega che in questo scenario il comparto ha saputo dimostrare una tenacia fuori dal comune, superando con determinazione le criticità lasciate dalla crisi pandemica.
Nonostante l’essenzialità del servizio, con imprese che ogni giorno garantiscono spostamenti per gite scolastiche, viaggi ed eventi, Verona sottolinea tuttavia come la categoria fatichi ancora a ottenere quel riconoscimento pubblico che spetterebbe a chi offre un servizio di trasporto di tale qualità e professionalità.
Approfondiamo il bilancio del 2025 e le prospettive per il 2026 di un comparto che, dopo aver superato le fasi più critiche dell’emergenza sanitaria, si conferma oggi pilastro della mobilità turistica italiana.
La lotta contro i pregiudizi e il bisogno di regole chiare
Uno degli ostacoli più complessi da superare riguarda la percezione collettiva della mobilità su gomma, spesso vittima di stereotipi legati all’inquinamento o all’ingombro stradale.
In merito, Verona chiarisce che la realtà dei fatti racconta una storia diversa: grazie a flotte composte in larga parte da mezzi Euro 6, l’impatto ambientale è estremamente ridotto e, paradossalmente, l’uso del bus contribuisce a snellire il traffico complessivo anziché aggravarlo.
Per migliorare l’efficienza del trasporto passeggeri, il presidente invoca una maggiore armonia nei rapporti con le amministrazioni comunali, auspicando il superamento di quel groviglio di norme locali differenti su ZTL e parcheggi che ostacola un turismo ordinato e sostenibile.
L’emergenza dei conducenti e le sfide del nuovo anno
Guardando alle prospettive del 2026, la preoccupazione più forte riguarda la drastica carenza di personale di guida, un problema che rischia di bloccare l’intero comparto a causa di un ricambio generazionale quasi inesistente.
Molti professionisti stanno infatti per raggiungere la soglia pensionistica dei 68 anni e, per evitare una paralisi, Verona propone di allineare l’Italia agli standard europei, permettendo a chi lo desidera di proseguire l’attività su base volontaria. Parallelamente, restano aperte questioni economiche cruciali, come la necessità di estendere anche a questo settore le agevolazioni sul gasolio e di prevedere incentivi strutturali per il completamento del rinnovo ecologico dei parchi mezzi su tutto il territorio.
Dalla cultura del rispetto alla forza della fiducia
Il passaggio al 2026 segnerà una transizione simbolica e operativa fondamentale per la categoria. “Se il 2025 è stato l’anno del rispetto, il 2026 deve essere l’anno della fiducia”, afferma Verona, evidenziando come la credibilità reciproca tra istituzioni, aziende e passeggeri sia il vero motore della ripartenza.
Questa fiducia trova una declinazione pratica nell’impegno per la sicurezza, un valore che il presidente definisce non negoziabile e che viene tutelato ogni anno per oltre 150 milioni di viaggiatori. In questa direzione si muove, inoltre, la campagna biennale “BuSicuri: pronti a partire!”, un’iniziativa che punta a elevare gli standard qualitativi del trasporto pubblico locale non di linea attraverso investimenti mirati e una profonda evoluzione culturale che entrerà nel vivo proprio all’inizio del 2026.
Una passione che guida il futuro dei trasporti
Nonostante le difficoltà burocratiche e operative, la visione di Verona per il prossimo anno resta carica di ottimismo, radicata in un percorso professionale lungo più di quarant’anni.
L’augurio per il 2026 è che l’entusiasmo possa continuare ad alimentare il lavoro di chi, ogni giorno, si assume la responsabilità della sicurezza di migliaia di persone, trasformando ogni viaggio in un’opportunità di crescita per il Paese. Il presidente, in particolare, confida che la professionalità e l’onestà di chi opera nei trasporti saranno finalmente premiate, garantendo ai bus turistici italiani il ruolo centrale che meritano nell’offerta turistica futura.
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