Bus turistici italiani, costi parcheggi e ZTL fuori controllo: l’appello di AN.BTI
Verona denuncia rincari fino a 500€: bus turistici a rischio. Senza il Decreto massimali al Mit, i costi ricadono sui passeggeri. Serve un piano nazionale per salvare il settore e non rendere i viaggi un lusso.
In una recente nota, il presidente di An.bti-Confcommercio Riccardo Verona ha ufficialmente richiesto un incontro urgente con il Governo per denunciare l’insostenibile aumento dei costi di circolazione e sosta dei bus turistici nelle città italiane, segnalando una crisi che mette a rischio la stabilità del trasporto passeggeri.
Un labirinto di tasse tra Ztl e parcheggi
Muoversi tra le strade d’Italia è diventato un esercizio finanziario estremo per chi gestisce la mobilità turistica su gomma.
I dati forniti dall’associazione nazionale dei bus turistici italiani evidenziano come le amministrazioni locali stiano utilizzando i pullman come una fonte costante di gettito, imponendo tariffe che raggiungono i 500 euro per l’accesso alle zone centrali e 300 euro per una sosta temporanea.
Queste decisioni, assunte senza interpellare i rappresentanti della categoria, stanno eliminando ogni logica dalla gestione della mobilità urbana. Quello che un tempo era un servizio alla portata di tutti, oggi rischia di mutare pelle, diventando una scelta riservata a pochi privilegiati a causa di una gestione dei flussi turistici basata quasi esclusivamente sull’imposizione fiscale.
Una crisi che ricade tutta sui passeggeri
Come ha evidenziato Verona, le conseguenze di questa pressione economica non restano confinate ai bilanci delle aziende, ma colpiscono direttamente il portafoglio dei viaggiatori.
La necessità di coprire i pesanti oneri comunali obbliga infatti i trasportatori a rivedere verso l’alto i prezzi dei biglietti. Si è giunti a un punto paradossale in cui il costo reale della prestazione professionale e del carburante rappresenta la voce di spesa più contenuta nel preventivo di un viaggio, oscurata dalle cifre elevate richieste per i permessi cittadini.
Questo meccanismo rischia di compromettere la competitività del trasporto passeggeri, poiché l’aumento dei costi complessivi potrebbe spingere molti utenti a rinunciare, innescando una crisi difficile da arginare per l’intera filiera turistica.
La necessità di regole uniformi contro l’isolamento
Oltre all’aspetto puramente economico, emerge una chiara denuncia di solitudine istituzionale. Il settore attende da tempo lo sblocco del cosiddetto “Decreto massimali Ztl” presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), un provvedimento destinato a riportare equilibrio e a fissare limiti certi alle pretese dei singoli comuni. La mancanza di questa cornice normativa ha lasciato le imprese in balia di scelte arbitrarie, impedendo di fatto una concreta programmazione delle attività legate al trasporto pubblico e privato.
Riccardo Verona sottolinea come l’entusiasmo degli operatori non basti più a sostenere un comparto che si sente trascurato dalle istituzioni centrali. Risulta pertanto essenziale che lo Stato intervenga per regolamentare un ambito ormai privo di coordinamento, garantendo tutele adeguate a chi garantisce quotidianamente la mobilità nel nostro Paese.
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