Autostazioni, Flixbus e associazioni presentano un piano da 300 milioni per il rilancio nazionale
Alla Camera presentata la proposta per ammodernare gli hub, garantire sicurezza e raggiungere gli standard europei.
Riqualificare la rete nazionale delle autostazioni, innalzare la tutela dei cittadini e allineare gli hub di intermobilità ai parametri europei: attorno a queste sfide si è snodato il dibattito alla Camera dei Deputati, che ha visto a confronto rappresentanti delle istituzioni e operatori del settore.
Un vertice che ha fatto da cornice alla presentazione del piano nazionale per le autostazioni, firmata da FlixBus in collaborazione con rappresentanti parlamentari, del Ministero dei Trasporti, l’associazione di categoria ANAV, ANCI, ART e Unione Nazionale Consumatori, in vista degli investimenti della prossima legge di bilancio.
L’iniziativa muove dai risultati di un’ampia indagine condotta da FlixBus tra giugno e agosto 2026, che ha coinvolto 871 cittadini provenienti da oltre 120 Comuni. I riscontri emersi dal campione hanno confermato criticità diffuse, prima tra tutte la questione della sicurezza, evidenziando la necessità di un piano di investimenti stimato in circa 300 milioni di euro per azzerare il divario che separa i nodi viari dalle stazioni ferroviarie, dagli aeroporti e dalle principali strutture europee.
I numeri delle criticità urbane e il deficit infrastrutturale
Entrando più nel dettaglio, la valutazione media attribuita dagli utenti alla sicurezza nelle autostazioni italiane si arresta a un punteggio di 5,7 su 10. Le criticità risaltano in maniera evidente soprattutto nelle aree metropolitane: presso lo scalo di Milano Lampugnano l’allarme sicurezza viene indicato come prioritario dal 63% delle persone, con un punteggio che precipita a 4,7. Una condizione analoga si registra a Genova-Fanti d’Italia, dove la preoccupazione viene sollevata dal 50% dei passeggeri e il voto non supera il 4,9.
La ricerca evidenzia come il problema maggiormente avvertito sia anche la mancanza di strutture per l’accoglienza, lamentata dal 45% degli intervistati che segnala l’assenza di panchine o sale d’attesa al coperto. A ciò si affianca una marcata scarsità di servizi igienici e punti di ristoro, elementi di prima necessità per chi affronta fermate prolungate o coincidenze di viaggio.
Otto interventi di riforma per il rilancio del comparto
Per risolvere queste criticità, il piano fissa otto proposte operative, a partire dal riconoscimento normativo formale dell’autostazione per attribuire valore legale a un settore che muove ogni anno milioni di persone. l’iniziativa sollecita, inoltre, l’adeguamento tecnologico legato alla transizione energetica e la modernizzazione dei canali informativi destinati all’utenza.
Il richiamo di ANAV sul deficit infrastrutturale
Sul netto contrasto tra l’aumento dei viaggiatori e l’inadeguatezza della rete ha posto l’accento l’ANAV (Associazione Nazionale Autotrasporto Viaggiatori). Attraverso le parole della presidente Serena Lancione, l’associazione ha richiamato l’attenzione sui dati dell’Autorità di regolazione dei trasporti, che censiscono nel Paese soltanto 54 terminal su gomma. Di questi, appena 9 risultano strutturati per l’accoglienza dei passeggeri a ridotta mobilità, evidenziando una forte concentrazione nel Nord e una marcata distanza dai modelli europei.
L’importanza del trasporto passeggeri per la mobilità nazionale
A testimoniare il peso assunto dal settore, invece, sono i dati richiamati da Cesare Neglia per FlixBus, che conta oltre 50 milioni di persone trasportate nel Paese dal lancio del servizio. Numeri che confermano come l’autobus sia diventato un mezzo centrale per la mobilità e che spiegano anche l’appello giunto dai vertici della Commissione Trasporti della Camera, Salvatore Deidda e Andrea Casu, i quali invitano a consolidare la collaborazione tra istituzioni e operatori privati, un’unione indispensabile per superare i divari tra i territori, migliorare le condizioni di lavoro degli autisti e restituire al Paese stazioni all’altezza delle esigenze attuali.
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