APT Gorizia presenta EcoMove: 59 milioni di euro per progetti di mobilità green
Obiettivo: ridurre l’impatto ambientale e le emissioni entro il 2030 tramite 76 bus a idrogeno, elettrici e BioLNG e nuove infrastrutture. Scopri di più.
La Regione Friuli-Venezia Giulia, attraverso APT Gorizia, Azienda Provinciale Trasporti, ha svelato il nuovo progetto EcoMove, un ambizioso piano di green mobility per favorire la transizione verde del trasporto pubblico locale (TPL).
Nato con l’obiettivo primario di limitare l’impatto ambientale e promuovere una mobilità più pulita, EcoMove si inserisce nel più ampio Programma Operativo di Rinnovo Evolutivo del Parco Mezzi (PREPM) regionale.
Entro il 2030, nello specifico, questo piano non solo vedrà il rinnovo totale del parco mezzi, ma trasformerà radicalmente le infrastrutture aziendali, proiettando l’azienda in un futuro a emissioni ridotte.
Il progetto EcoMove di APT Gorizia
Tre fronti tecnologici per la transizione verde
Per affrontare la sfida della decarbonizzazione, EcoMove adotta una strategia articolata in tre fronti tecnologici, evitando di puntare su un’unica soluzione.
Il progetto si sviluppa intorno all’uso di Idrogeno (H2), Gas Naturale Liquefatto (LNG) e Veicoli Elettrici a Batteria (BEV), ognuno supportato da specifiche dotazioni infrastrutturali; una diversificazione cruciale per rafforzare la posizione del trasporto pubblico locale come pilastro della mobilità sia urbana che extraurbana.
L’efficacia della strategia intrapresa da APT ha ricevuto un autorevole riconoscimento: il ramo urbano di EcoMove si è infatti aggiudicato il primo posto nel settore energia e clima del premio FVG REEN 2025. Un successo che attesta la determinazione di APT nel porsi come un modello positivo nel panorama della mobilità pubblica nazionale.
Oltre 59 milioni di euro per progetti di green mobilità
La realizzazione di questo piano è sostenuta da un investimento totale che supera i 59 milioni di euro. Un flusso di finanziamenti reso possibile grazie a contributi europei e regionali che superano i 38 milioni di euro, inclusi i fondi previsti dal PNRR e dalla L.R. 3/2021, per la modernizzazione, la crescita e lo sviluppo sostenibile verso una nuova economia del Friuli Venezia Giulia.
Di queste risorse, una quota pari a quasi 23 milioni di euro è specificamente destinata alla creazione di nuove infrastrutture vitali:
- A Gorizia, sorgeranno un impianto per il BioLNG e una stazione di ricarica per bus elettrici;
- A Monfalcone è prevista la costruzione di un impianto per la produzione e il rifornimento di idrogeno rinnovabile, alimentato da un esteso parco fotovoltaico;
- A Grado, invece, sarà implementata una moderna area dedicata alla ricarica elettrica.
Questi sforzi permetteranno la sostituzione completa di 76 mezzi. L’impatto maggiore si vedrà nel trasporto urbano: la quota di veicoli “green” nel parco mezzi sfonderà l’asticella dell’81% entro il 2030, partendo dall’attuale 26%.
In quella data, la flotta urbana sarà prevalentemente alimentata a idrogeno ed elettricità, garantendo una riduzione tangibile delle emissioni di CO2 e un netto miglioramento della qualità dell’aria nelle città.
Monfalcone, la culla dell’idrogeno: un investimento da 29 milioni
L’area Idrogeno rappresenta l’elemento più innovativo del progetto, assorbendo un investimento di 29 milioni di euro. APT sta realizzando a Monfalcone un impianto all’avanguardia che ospiterà un elettrolizzatore e una stazione di rifornimento per mezzi pesanti e leggeri, interamente dedicato all’idrogeno rinnovabile. L’energia pulita necessaria sarà assicurata da un vasto parco fotovoltaico da 1,67 MW, esteso su 17.000 metri quadrati.
Questo progetto non solo garantirà un trasporto pubblico urbano a Monfalcone, Ronchi e Staranzano a “zero emissioni” entro il 2030, ma contribuirà attivamente alla North Adriatic Hydrogen Valley, un ecosistema regionale finalizzato allo sviluppo industriale dell’idrogeno.
Gorizia e Grado e la ricarica elettrica: un investimento da 12 milioni
Parallelamente, l‘area BEV ha ricevuto un investimento di 12 milioni di euro. A Gorizia, un nuovo sistema di ricarica, inaugurato nel dicembre 2024, consente di gestire la ricarica ottimizzata per un massimo di 12 bus simultaneamente, grazie ai 14 stalli e alle 6 colonnine doppie, che saranno pienamente operative dall’autunno 2025. Attualmente, 13 mezzi BEV sono già operativi.
La località turistica di Grado si è già affermata come esempio virtuoso: il servizio urbano è interamente elettrico da settembre 2024, supportato da 3 mezzi e un sistema di ricarica avanzato con gestione remota.
Il gas nautrale liquefatto: un investimento di oltre 17 milioni
Per i collegamenti extraurbani, l’area LNG si concentra sul rifornimento di gas metano liquido, con un investimento totale di oltre 17 milioni di euro. La sede di Gorizia ospita già una nuova stazione di rifornimento LNG, costruita con tecnologie avanzate e un focus sulla sicurezza.
Questo passaggio tecnologico è fondamentale perché prepara la strada per l’impiego futuro del BioLNG, un carburante a impatto Zero derivato da rifiuti agricoli e organici, chiudendo il cerchio del ciclo produttivo.
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