Ricambi auto: perché gli italiani tagliano manutenzione e riparazione
Ecco perché nel report Barometro Aftermarket ANFIA
Nel primo semestre del 2025, il mercato dei ricambi auto in Italia ha registrato una lieve flessione. Secondo i dati ufficiali del Barometro Aftermarket ANFIA, il fatturato complessivo dei ricambi auto venduti nel canale indipendente (IAM) è diminuito dello 0,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Si tratta di un’inversione di tendenza dopo tre anni di crescita sostenuta nel settore dei ricambi. Perché gli italiani tagliano manutenzione e riparazione?
Perché cala la domanda di ricambi auto
Sempre più automobilisti italiani stanno rimandando interventi di manutenzione e riparazione, incidendo negativamente sulla vendita di ricambi auto.
Il motivo principale è l’attuale situazione economica: l’inflazione, la ridotta capacità di spesa delle famiglie e l’instabilità generale spingono molti a limitare le spese per l’auto, soprattutto quando non sono urgenti.
Anche se l’età media del parco auto circolante in Italia ha raggiunto i 12,8 anni, i proprietari di veicoli scelgono sempre più spesso di intervenire solo in caso di necessità, lasciando in secondo piano le manutenzioni programmate.
Questo comportamento si traduce in una minore richiesta di ricambi auto legati alla manutenzione ordinaria.
I ricambi auto meno venduti
Il calo della domanda non è uniforme su tutte le categorie. I segmenti più colpiti sono quelli della carrozzeria, dei materiali di consumo e dei componenti elettrici ed elettronici.
Anche i ricambi auto relativi al motore registrano una leggera flessione. In controtendenza si trovano invece i ricambi della famiglia undercar, come freni e sospensioni, che restano essenziali per la sicurezza del veicolo e mostrano una crescita del +7,5%.
Questi dati confermano che gli automobilisti italiani acquistano ricambi solo quando strettamente necessario, evitando spese superflue.
Riparare l’auto o acquistare un’auto nuova?
Un altro fattore che sta trasformando il mercato dei ricambi auto è l’evoluzione del parco veicolare.
Nei primi sei mesi del 2025, le immatricolazioni di auto a benzina e diesel sono fortemente diminuite, mentre crescono le auto ibride ed elettriche.
Questo spostamento verso nuove tecnologie riduce il bisogno di alcune tipologie di ricambi tradizionali e aumenta la richiesta di componenti legati all’elettronica e alla gestione dell’energia.
Le auto mild e full hybrid rappresentano ormai oltre il 44% del mercato. Le plug-in hybrid e le elettriche pure (BEV) insieme coprono oltre il 10%. Questo cambiamento modifica la struttura della manutenzione e impone nuove competenze tecniche a officine e operatori della filiera dei ricambi auto.
Cosa succede nel settore dei ricambi auto
Il rallentamento della domanda interna non è l’unica sfida. Il settore dei ricambi deve anche affrontare l’incertezza normativa a livello europeo, legata alla revisione del Regolamento sulle emissioni di CO₂, prevista per il 2026 ma ancora senza date certe.
A questo si aggiungono le tensioni internazionali sui dazi e l’ingresso crescente dei marchi cinesi nel mercato europeo, che stanno modificando gli equilibri anche nel comparto aftermarket.
Per far fronte a queste sfide, le aziende della filiera IAM stanno rimodulando gli stock di magazzino, migliorando la gestione dei flussi di cassa e puntando su un servizio più efficiente.
Tuttavia, il cuore della trasformazione resta la capacità di adattarsi a un mercato dei ricambi auto sempre più segmentato, tecnico e incerto.
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