Osservatorio nazionale Sharing Mobility: in Italia il carsharing cresce e diversifica la propria offerta

venerdì 10 luglio 2020 14:29:26

Il carsharing cresce, cambia personalità e si diversifica. Le parole d’ordine attraverso cui sta convergendo, in maniera sempre più estesa, forte e dinamica, la crescita dell’auto condivisa in Italia sono differenziazione e l’integrazione delle offerte. Nel 2019 sono cresciute le flotte rispetto all’anno precedente, del 3% in modalità free-floating (7.009 veicoli) e del 7% in station based (1.255), sono cresciute le iscrizioni del 28,7% (2 milioni e mezzo di iscrizioni ai servizi di carsharing nelle nostre città). Milano e Roma hanno registrato la crescita maggiore dei noleggi del 2019, raggiungendo insieme 10 milioni di noleggi annui, con veicoli sempre più ecologici.

Naturalmente, con il lockdown di marzo e aprile di quest’anno i servizi di car sharing sono crollati, con punte anche del 90%, ma già a maggio è ripartita la tendenza positiva, con un +30%. A giugno ci si attende un +50% con alcune novità interessanti.

Sono alcuni dati diffusi durante l’incontro “Diverse sfumature di car sharing”, quarto appuntamento online della conferenza #lessCARS organizzata dall’Osservatorio Nazionale della Sharing Mobility, che è stato occasione per sottolineare come l’evoluzione dei modelli operativi, integranti o alternativi ai sistemi free-floating e station-based, hanno l’obiettivo di offrire un servizio sempre più completo e intercettare nuovi segmenti di domanda.

In questo senso, sono sempre di più le modalità di noleggio di autovetture disponibili in diverse città italiane: molti operatori, infatti, stanno sviluppando nuove formule, che vanno a integrarsi con quelle già esistenti e superano la distinzione tradizionale fra car sharing “station based” (con parcheggi dedicati) e car sharing “free floating” (a flusso libero). Alcuni operatori di servizi “station based” stanno ripensando le proprie offerte in modo più flessibile, rendendo possibile anche il noleggio solo andata (consentendo quindi di rilasciare l’autovettura in altre stazioni cittadine, come sta accadendo ad esempio a Torino, Roma, Cagliari e Palermo); viceversa aziende specializzate in car sharing “free-floating” oggi operano anche attraverso aree di parcheggi dedicate in vari punti strategici delle città italiane, come aeroporti e stazioni ferroviarie, senza maggiorazione di tariffa (ed è questa la novità), come nel caso di Enjoy e Corrente presso Stazione centrale FS di Bologna. Tutto questo per offrire un servizio sempre più vasto e completo agli utenti, visti i numeri in crescita.

Un’altra evoluzione in corso nel mondo del carsharing consente di adattare il modello operativo alla tipologia di città e di spostamenti: nelle grandi città italiane sono presenti soprattutto le grandi aziende internazionali che operano nel carsharing free floating e continuano a puntare a un consolidamento dei servizi già esistenti. Nei centri di dimensione più piccola, come Cagliari, Palermo, Genova, Venezia nascono o si consolidano invece nuovi operatori locali, che progettano il servizio anche in base alle caratteristiche dell’utente medio presente in quelle città. Si tratta di servizi più ridotti dal punto di vista del numero di auto ma più diffusi nel territorio e che vedono spesso l’affermazione di operatori locali, spesso anche in partnership con le aziende di trasporto pubblico. Insomma, un settore dinamico che si adatta costantemente alle necessità e richieste degli utenti, che sono diverse caso per caso

Analizzando più nel dettaglio i numeri relativi al 2019, emerge anzitutto la crescita delle iscrizioni al carsharing, passate da 1.865.765 nel 2018 a 2.409.309, con un incremento del 29,1%. Poi l’aumento del numero di noleggi, cresciuti nel 2019 rispetto all’anno precedente dell’1,5% e del 33,7%, rispettivamente in modalità free-floating e in modalità station-based. Ancora, l’incremento dei km percorsi, che vede un aumento del 9,9% in free-floating e del 10,3% in station-based. Un noleggio medio, nel 2019, ha avuto una durata media di 33 minuti in freefloating e di 178 minuti in station-based. Crescono anche le flotte, in crescita del 3,3% in modalità freefloating (7.009) e del 6,9% in station based (1.255).

Milano è la città nella quale, nel 2019, si sono effettuati complessivamente più noleggi in free-floating (6.156.385), con una percorrenza nel noleggio media di 7,4 km, una durata media temporale di 33 minuti e un tasso di rotazione di 5,8 (ovvero mediamente 5,8 noleggi giornalieri ad auto). Segue Roma: nella capitale i noleggi si attestano a 3.233.448 con una percorrenza media a noleggio di 8,4 km e 36 minuti di durata media e un tasso di rotazione di 4,1. Da sottolineare i dati di Torino: 1.720.224 noleggi nel 2019, 5,4 km di percorrenza del noleggio medio in 22 minuti e 6 noleggi giornalieri a vettura. A Firenze sono stati effettuati 533.680 noleggi, con una percorrenza medi di 6,7 km (28 minuti mediamente a vettura) e un tasso di rotazione di 2,8 noleggi al giorno per auto. A Bologna il carsharing in free-floating ha visto 284.164 noleggi complessivi lo scorso anno, con una percorrenza media di 9,3 km e una durata del noleggio medio pari a 50 minuti e un tasso di rotazione di 2,0. Dunque, a Torino si predilige l’utilizzo di una vettura per brevi percorsi, a differenza di Bologna, dove i fruitori di carsharing in free-floating percorre distanze più lunghe.

In generale, nel 2019 in Italia c’è stato un tasso di rotazione medio di 4,7 noleggi a vettura, in linea con il 2018. Il numero totale dei veicoli in sharing attualmente è di 8.264 di cui 7.009 del free-floating e 1.255 dello station-based e 1 su 4 è un veicolo elettrico. Il venerdì è il giorno della settimana in cui si effettuano più noleggi, sia in modalità free-floating che in modalità station-based, con un picco di utilizzo medio, durante tutta la settimana, nelle fasce orarie 18-19 per lo station-based e 19-20 per il free-floating. Infine, 1 noleggio su 4 di vetture in carsharing viene effettuato tra le 22 e le 6 del mattino, a testimonianza di come sia un servizio sfruttato 24 ore su 24.

Inoltre il parco circolante condiviso messo in relazione con il parco circolante privato fa emergere alcuni aspetti fondamentali, che lasciano intendere i benefici del carsharing in termini di mobilità e diminuzione dell’inquinamento nelle principali città italiane. Nel 2019 l’età media dei veicoli di carsharing è stata di 1,2 anni, rispetto agli 11,5 anni delle auto private (dati Unrae). Il 75% delle automobili in carsharing è Euro 6, a differenza del 23,90% delle vetture private (dati Unrae) e il 25,01% del parco circolante condiviso è composto da veicoli elettrici, mentre il parco circolante privato ha soltanto lo 0,06% in questa modalità (dati ACI).

Da questi numeri si può ripartire – sottolinea l’Osservatorio – continuando uno sviluppo del carsharing che in un futuro prossimo potrà contemplare modalità di fruizione e di condivisione dei servizi con tendenze sempre più innovative, tra le quali carsharing condominiali, multiproprietari, corporate carsharing, peer to peer.

“La riduzione del tasso di motorizzazione italiano, che attualmente è di 645 auto private ogni 1000 abitanti, è l’obiettivo fondamentale della sharing mobility: meno auto private nelle città e meno auto in sosta, infatti, vuol dire liberare spazio per le modalità di trasporto condiviso e ridurre la congestione e l’inquinamento – ha spiegato Giusy Lombardi, direttore Clima Energia del ministero dell’Ambiente –. Un buon obiettivo per l’Italia, ambizioso ma fattibile, sarebbe quello di portare entro il 2030, anche grazie alla sharing mobility, il tasso di motorizzazione privata a 500 auto ogni mille abitanti, corrispondente a quello attuale della Francia. Il Ministero dell’Ambiente è in prima linea su questo fronte”.

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