Investire in Turchia: le opportunità per l'Italia in un meeting a Roma

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martedì 18 giugno 2019

Si è tenuto a Roma, in Piazza di Pietra, “Turkey  behind the smoke screen”, l’incontro-dibattito organizzato dallo Studio Nunziante Magrone, in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica di Turchia a Roma, avente ad oggetto le possibilità di investimento delle aziende straniere in Turchia.

Un mercato in crescita, con accesso facilitato ai mercati limitrofi e con proficue possibilità di investimento, che ha già convinto molte aziende internazionali, tra cui colossi dell’automotive quali Mercedes, Hyundai, Toyota, Prometeon/Pirelli, Ford e Fiat, a scegliere la Turchia come luogo privilegiato di interesse.

Autorevole e diversificato il tavolo dei relatori: l’intervento iniziale è stato affidato a Gianmatteo Nunziante, di Nunziante Magrone, e all’ambasciatore Murat Salim Esenli, seguiti da Murat Ertugrul, consulente economico presso l’Ambasciata della Repubblica di Turchia a Roma, Gino Costa, rappresentante in Italia dell’Ufficio Investimenti della Turchia, Alberto Castronovo, delle relazioni esterne di Simest (Società italiana per le imprese all’estero) e Fulvio Villa, direttore generale di Transmec Turchia e Medioriente.

Focus dell’incontro la messa in evidenza delle potenzialità della Turchia nel mercato internazionale. Tredicesima economia a livello globale, con una popolazione giovane e dinamica, una posizione geografica strategica, un’ottima qualità nel settore ricerca e sviluppo, la realtà turca si configura come vantaggiosa per gli investitori stranieri che possono contare su un buon livello infrastrutturale, una forza lavoro qualificata e, soprattutto, su una tassazione agevolata destinata ad un ulteriore passo avanti grazie agli obiettivi della nuova politica economica.

In questo quadro generale, il rapporto tra Italia e Turchia, appare ancora più semplice e necessario per via della vicinanza geografica e dei legami economici già avviati: l’Italia è attualmente il terzo partner dell’export turco e il volume d’affari tra i due Paesi, al 2018, è stimato in 19,7 miliardi di dollari. Gli investimenti italiani in Turchia sono in crescita, come dimostrano i 128 milioni investiti nel 2017 contro i 509 milioni del 2018,  con 1200 aziende di origini italiane attualmente insediate sul territorio (Fiat, Iveco, Pirelli).

I rapporti economici quindi, soprattutto tra Italia e Turchia, sono da considerarsi di utilità reciproca, capaci anche di arginare i rischi derivanti dall’apertura verso il Far Est.

Tag: Turchia, automotive

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