Porti: Federlogistica chiede di accelerare sull'elettrificazione delle banchine

lunedì 3 gennaio 2022

Secondo Federlogistica "l’elettrificazione delle banchine portuali rappresenta l’unica risposta al tema energetico ambientale e portuale dando attuazione alle linee guida in sede comunitaria".
Ma, per il presidente Luigi Merlo quella del cosiddetto cold ironing è una scelta obbligata: i Ministeri competenti hanno stanziato le risorse necessarie per realizzare le infrastrutture ma rischiano subire ritardi con uno scenario a macchia di leopardo, caratterizzato in alcuni casi da assenza di progetti, oppure progetti già superati non in grado di rispondere alle reali esigenze.

"Serve una regia unica nazionale anche fra i Ministeri"

“Pressoché la totalità delle navi da crociera, una quota crescente di traghetti e molte navi cargo – afferma Merlo – in porto potrebbero già oggi collegarsi alla rete elettrica delle banchine in quanto già predisposte. Ma sono necessarie risposte e indicazioni chiare che solo una regia unica nazionale anche fra i Ministeri competenti è in grado oggi di sbloccare: occorre cioè una struttura in capo al MIMS in grado di predisporre progetti adeguati, garantire la tempistica degli appalti e, attraverso un rapporto strutturale con i fornitori di energia, assicurare forniture adeguate al fabbisogno di energia per ogni porto”.

L'associazione chiede risposte altrettanto rapide in tema di costi di queste forniture di energia "oggi troppo alti per le navi e incomparabili rispetto a costi più bassi derivanti dall’utilizzo, come accade oggi, del carburante tradizionale".

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