Manutenzione stradale: nel 2020 incremento del 6,3% dei consumi di conglomerato bituminoso

venerdì 28 maggio 2021

 

La pandemia da COVID-19 non ha bloccato la ripresa dei lavori stradali (avviata 2 anni fa) nel nostro Paese. A fine 2020 il consumo di asfalto ha superato quota 32 mln di tonnellate, la cifra più alta raggiunta negli ultimi 10 anni e nel primo trimestre dell’anno si stima un’ulteriore crescita.

Secondo l’Associazione SITEB - Strade Italiane E Bitumi si tratta di "segnali positivi per la sicurezza della nostra rete stradale che evidenziano una netta inversione di tendenza rispetto all’ultimo decennio, in cui i mancati investimenti in questo settore hanno raggiunto i 10 mld di euro. L’impiego dei fondi legati al Pnrr costituisce un’opportunità unica per sostenere un piano straordinario di manutenzione green del patrimonio stradale nazionale".

Incremento del 6,3% dei consumi di conglomerato bituminoso

La nuova analisi trimestrale effettuata dall’Associazione mostra che nel 2020 la produzione di conglomerato bituminoso, principale indicatore delle attività di manutenzione stradale nel nostro Paese, è stata di 32 mln di tonnellate (nel 2019 si era fermata a 30 mln di tonnellate), nuovo record assoluto dell’ultimo decennio.

L’incremento del 6,3% dei consumi di conglomerato bituminoso, registrato lo scorso anno rispetto al 2019, è stato prevalentemente sostenuto dagli appalti ANAS e dalla notevole attività di manutenzione delle concessionarie autostradali, che hanno evidenziato una crescita della richiesta del cosiddetto “bitume modificato”. Un andamento positivo che sta proseguendo anche nel 2021, con un primo trimestre che fatto segnare un nuovo aumento della produzione di bitume rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

L’incremento appare tanto più sostenuto se confrontato con il triennio 2015-2016-2017 in cui la produzione di conglomerato aveva fatto segnare il record negativo con 23 mln di tonnellate, a testimonianza di un’attività di manutenzione stradale ridotta al minimo indispensabile.

Anche in piena fase di pandemia l’attività di manutenzione stradale non si è mai fermata ed è stata considerata strategica per il paese e quindi inserita tra i codici ATECO esentati dal blocco previsto dai DPCM governativi. Il Paese è oggi, inoltre, tornato a produrre bitume e ad esportarlo in modo significativo: in Italia l’export vale addirittura il 78% del mercato interno. 

Rete stradale sicura con 22 miliardi di investimenti

“Si tratta di un segnale certamente positivo per la sicurezza della nostra rete stradale per troppi anni dimenticata e per cui abbiamo pagato spesso un elevato costo sociale - sottolinea il Presidente SITEB – Michele Turrini -. Rimettere in sesto il nostro patrimonio stradale significa, oltre a garantire che sciagure come quelle vissute nel recente passato non si ripropongano, anche rilanciare la competitività delle nostre imprese e ridurre il divario tra le diverse aree del Paese. I fondi del Pnrr che arriveranno dall’Europa costituiscono un’occasione unica per riparare ai 10 miliardi di euro di mancati investimenti che hanno seriamente compromesso il nostro patrimonio stradale, provocandone il graduale deterioramento; in alcuni casi il degrado è entrato negli strati profondi delle pavimentazioni e ora sono necessari interventi di rifacimento strutturale molto costosi. Oggi stimiamo occorrano 22 mld di euro di investimenti per rendere sicure e al passo con i tempi l’intera rete stradale”.

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