Infrastrutture: è la Turchia il paese con maggiori investimenti al mondo

mercoledì 12 maggio 2021

L’economia turca cresce a ritmo veloce e sostenuto, grazie all’imponente politica di investimenti infrastrutturali, confermandosi come uno dei paesi con il maggior tasso di crescita al mondo e con un decennio alle spalle in cui l’incremento del PIL ha registrato un tasso medio del 5 per cento, con 2.600 progetti infrastrutturali e 154 miliardi di euro.

In Turchia il settore delle infrastrutture è altamente dinamico e ricco di opportunità ed è seguito con particolare attenzione dagli investitori di tutto il mondo, rappresentando un mercato strategico anche per l’Italia che ha visto raddoppiare dal 2008 ad oggi le proprie esportazioni.

Nuove opportunità grazie alle privatizzazioni

Numerose sono le opportunità sul fronte della privatizzazione. La Turchia è infatti impegnata in un massiccio programma sul fronte delle realizzazioni infrastrutturali, spesso attuate tramite la modalità di partenariato pubblico e privato (PPP), che spazia dalla costruzione di nuovi porti e aeroporti, a quella di strade, ponti, ferrovie. In particolare, il paese gode dell’assenza di limitazioni agli investimenti esteri nel settore privato.

Privatizzazioni e settori di investimento

Il governo turco è impegnato nella promozione del settore tecnologico e nella privatizzazione delle imprese statali.
Opportunità di privatizzazione anche nel settore della green energy, con centrali idroelettriche e a gas naturale, grazie ad una robusta crescita nel settore elettrico e a bacini idrografici favorevoli. Anche autostrade e ponti sono inseriti nel programma di privatizzazione. Numerosi i progetti, come quello del ponte sul Bosforo che permetterà di unire la sponda occidentale con quella orientale di Istanbul. Presente anche il settore ferroviario, con la ferrovia ad alta velocità ANKARA-ISTANBUL, un investimento pari a 5,6 MILIARDI di euro, con il grande obiettivo di rivitalizzare la linea ferroviaria transeuropee. Infine, presente anche il settore marittimo, con opportunità di privatizzazione per i porti.

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