De Rosa (Gruppo Smet): intermodalità volano per il rilancio e arma contro la diffusione del Covid

lunedì 3 maggio 2021

Potenziare l'intermodalità, i trasporti misti mare-ferro-strada, potrebbe fare la differenza nella fase di rilancio economico del post Covid. Nel corso della pandemia, infatti, le imprese della logistica hanno dovuto fare i conti con nuove sfide che potrebbero trovare soluzione concreta nel mix delle diverse modalità.

Secondo il Ceo di Smet, Domenico De Rosa, tale sviluppo potrebbe, inoltre, aiutare l'occupazione.

Investimenti al centro del rilancio del settore

L’emergenza Covid ha di certo posto in una nuova ottica tutto il comparto della logistica e dei trasporti: il rilancio del settore, per De Rosa, è questione di investimenti ed è qui che Smet intende fare la sua parte, potenziando un sistema come quello dell'intermodalità che, secondo la sua analisi, tra non molto diventerà indispensabile. Una politica che ha il duplice scopo di abbattere i costi e proteggere da rischi contagio Covid il personale impegnato, rendendola il vero baluardo per una mobilità sostenibile.
 
L'intermodalità ha per il Gruppo Smet priorità assoluta: "Ad oggi movimentiamo sulle navi oltre tremila mezzi a settimana, a cui si aggiungono 16 company train, sempre a settimana. Il 2021 sarà un anno di svolta per il trasporto intermodale, grazie all’arrivo delle giga navi ecologiche del Gruppo Grimaldi, che rivoluzioneranno il traffico ro-ro e l’organizzazione dei trasporti sulla dorsale tirrenica - ha spiegato De Rosa -. Prevediamo una rapida crescita del traffico intermodale e ci stiamo organizzando di conseguenza: abbiamo già ordinato 1000 semirimorchi aggiuntivi e contiamo di effettuare circa 200 nuove assunzioni. Parallelamente stiamo dando forte impulso all’intermodalità ferroviaria. A gennaio, in partnership con TX Logistics del Gruppo Mercitalia, abbiamo inaugurato il servizio ferroviario per semirimorchi da Bologna Interporto al Terminal Nord TKN di Colonia”.
 
Intermodalità come politica portante anche dell’Europa che ha fissato nel 2050 il termine ultimo per l’abbattimento delle emissioni di CO2 e per la creazione di una reale mobilità sostenibile, progetto ampiamente sostenuto anche dall’attuale premier Draghi.
 
Poiché l’intermodale da solo non basta, Smet insieme all’Iveco ha avviato un dialogo sul tema delle trazioni alternative. Un esempio sono l’uso dell’Lng, il gas liquefatto, al posto del Diesel. Oggi siamo agli inizi delle trazioni all’idrogeno e al full electric, implementazioni alla base per conseguire questa neutralità sul consumo del carbonio.

Intermodalità arma contro i contagi nell’era Covid

“Abbiamo un vantaggio con l’intermodalità nel momento in cui riduciamo la mobilità delle persone – conclude l’imprenditore - Il virus viaggia con le persone. Se siamo capaci di limitare gli spostamenti e far viaggiare solo gli assets, ovvero i trailer, abbiamo di fatto evitato dei rischi di trasferenza umana. Possiamo dire quindi che l’intermodalità, ad oggi, considerando il trasporto indispensabile per il mantenimento di un assetto socio-economico, è il sistema migliore per arrivare al Covid-free”.

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