Confartigianato Trasporti: per le imprese di trasporto e logistica 28,8mld di ricavi in meno nel 2020

lunedì 26 aprile 2021

Che la crisi pandemica abbia generato gravi danni nell'economia mondiale è indubbio. Ma quali sono i numeri del mondo dell'autotrasporto italiano? A questa domanda ha risposto un focus di Confartigianato Trasporti.

Il sistema del trasporto e della logistica ha registrato modifiche profonde della domanda e dell’offerta di mobilità. Nel 2020 il fatturato del comparto del trasporto e magazzinaggio in Italia è crollato del 17,5%, di 4,6 punti più intenso del calo del 12,9% registrato in Ue 27: le imprese hanno contabilizzato minori ricavi per 28,8 miliardi di euro.

Questi i dati presentati dall’Ufficio Studi Confartigianato e contenuti nel Focus Confartigianato Trasporti sull’andamento del settore nel 2020.

Il boom dell’e-commerce

Il trasporto merci ha sofferto un calo dell’11,7% della produzione manifatturiera, associato ad una riduzione del 10,3% dei flussi di commercio estero.
Il boom dell’e-commerce, conseguente ai provvedimenti restrittivi e la sospensione di attività commerciali, non si è traslato con la stessa intensità nell’’ultimo miglio’ delle consegne: lo scorso anno, a fronte di un aumento del 34,5% delle vendite di e-commerce, il fatturato delle imprese dei servizi postali e attività di corriere segna aumento che si ferma al +4,4%.

Il dimezzamento dei flussi turistici (-53,3% nel 2020, arrivato al -73,2% nelle grandi città), la riduzione di due terzi (-67,5%) dei viaggi di lavoro, la cancellazione di eventi e fiere, l’annullamento delle gite scolastiche e, più in generale, la caduta della mobilità conseguente ai provvedimenti restrittivi per contrastare l’epidemia da Covid-19 ha reso drammatiche le condizioni settore privato del trasporto persone – composto da imprese di trasporto con taxi, trasporto mediante noleggio di autovetture da rimessa con conducente e di autobus turistici e scuolabus – che nel 2020 segna una caduta dei ricavi tra le più pesanti, con una flessione del 73,8%: in termini assoluti si tratta di 4.118 milioni di euro di mancati ricavi.

Gli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)

Gli interventi finanziati con i fondi europei, delineati nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), dovranno contribuire alla transizione green, associata al target di riduzione del 55% delle emissioni; per tale obiettivo il sistema dei trasporti diventa un comparto chiave, rappresentando il 5,2% del valore aggiunto, il 23,3% delle emissioni totali di gas serra e il 31% degli impieghi energetici.

Considerando che il 44% di import/export viaggia su gomma, per perseguire nella politica di riduzione delle emissioni sono necessari interventi su tutta la filiera. L’effetto green si raggiunge con più investimenti su rinnovo parco veicolare e intermodalità.

Nel PNRR trasmesso ieri al Parlamento, le risorse per la missione relativa a infrastrutture e mobilità sostenibile rappresentano il 14,2% dei 222 miliardi di euro di risorse europee, ma per il 90% sono concentrate nella componente dedicata alla rete ferroviaria ad alta velocità/capacità.

"Necessari interventi per riattivare il fisiologico ciclo degli investimenti"

“Lo abbiamo detto e ripetuto sia agli incontri col Ministro Enrico Giovannini che nelle audizioni parlamentari sul PNRR: per la seconda economia manifatturiera dell’UE, che muove su strada il 44% del valore dell’interscambio commerciale, la riduzione delle emissioni deve essere accompagnata incentivando con un piano pluriennale il rinnovo del parco veicolare e rafforzando gli investimenti in quelle infrastrutture logistiche che favoriscono l’interscambio della modalità di trasporto (gomma-treno e gomma-nave), modificando in direzione degli autotrasportatori che compiono la scelta intermodale gli attuali strumenti Marebonus e Ferrobonus". Così commenta il Presidente di Confartigianato Trasporti Amedeo Genedani, alla luce della versione definitiva del PNRR.

“Crediamo che questi interventi, oltre che benefici sul versante ambientale – sostiene Genedani – siano ancora più necessari per riattivare il fisiologico ciclo degli investimenti, dopo la peggiore recessione dalla Seconda guerra mondale”.

Nel 2020, infatti, a fronte di un calo del 9,1% degli investimenti complessivi valutati in termini reali, quelli in mezzi di trasporto sono crollati del 28,1%.

© Trasporti-Italia.com - Riproduzione riservata