Ferrovie: Anceferr, dieci miliardi di manutenzione per risparmiarne 30

mercoledì 27 febbraio 2019

Cambiare subito - come ha appena assicurato il presidente del Consiglio -  il Codice degli appalti: “perché non serva più ai giudici a quantificare le pene, ma alle imprese a far ripartire il Paese”; riparare i danni provocati dall’età e dall’usura delle infrastrutture e dalla mancata cura del territorio; ripartire immediatamente il Fondo per gli investimenti della Legge di Bilancio 2019: investire per dieci miliardi per risparmiarne 30 in dieci anni.

Lo hanno chiesto i costruttori ferroviari riuniti nell’Anceferr, insieme agli ingegneri del Cifi e all’associazione di ingegneria e architettura aderente a Confindustra (Oice) durante il seminario: “Ambiente, risparmio, sicurezza, sviluppo: guarire le infrastrutture italiane” al quale hanno partecipato, tra gli altri, il viceministro ai Tasporti Edoardo Rixi e l’Ad di Rfi, Maurizio Gentile.

“Se davvero e non a parole, la priorità del governo è mettere in sicurezza il territorio, con azioni di contrasto e prevenzione del rischio idrogeologico, e fare un tagliando ai nostri trasporti con progetti e opere immediatamente
cantierabili – ha detto Pino Pisicchio, presidente Anceferr -  non possiamo non considerare con preoccupazione, e lo diciamo da “ferrovieri”, la drastica riduzione delle risorse previste nella legge di bilancio per le FS, dove alla voce Contratto di servizio e di programma per n investimenti RFI, assistiamo alla riduzione delle risorse di cassa e di competenza di 2,240 miliardi, entità economica che corrisponde al 42% di abbattimento. Non è un buon modo per fare la 'cura del ferro'.

Apprezziamo le parole del viceministro Rixi – ha concludo -  facciamo ripartire il Paese che non è soltanto la Tav, ma anche le tante piccole opere bloccate e migliaia interventi di  manutenzione”.

L’ANCEFERR, Associazione Nazionale Costruttori Edili Ferroviari Riuniti, nasce nel 2011 con l’obiettivo di creare un sodalizio fra le imprese associate in termini di collaborazione, aiuto e tutela. I soci fondatori, aziende che operano prevalentemente nel settore ferroviario, hanno sentito la necessità di dare vita ad un’organizzazione che potesse sostenere le imprese di questo settore il quale vive problematiche complesse ed ha peculiarità operative, organizzative e strutturali molto diverse dagli altri settori.

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