Riforma porti, Assoporti: no a poteri di indirizzo ministero su autorità di sistema

giovedì 9 giugno 2016

"Inserire nella riforma dei porti l'opportunità di una fase transitoria, fino al 30 giugno 2017, che garantisca la continuità operativa delle Autorità portuali le cui competenze verranno poi trasferite ai nuovi organismi di sistema portuali". Questa la principale richiesta avanzata dal presidente di Assoporti, Pasqualino Monti, in audizione in commissione Lavori pubblici del Senato che questa settima sta discutendo del dlgs sulle Autorità portuali.

Assoporti propone di prevedere un periodo di transizione che consenta ai gestori degli scali di guidare l'inserimento in ente unico.
In merito a questo punto Monti ha elencato varie problematiche, inerenti ad esempio all'unificazione di diversi regolamenti di concessione, accordi di secondo livello e piani regolatori.
L'associazione di categoria lamenta che nel provvedimento, le Autorità di sistema portuale siano sottoposte a poteri di indirizzo del ministero.

"Gli enti portuali, in Europa e nel mondo, sono dotati di una forte autonomia - ha sottolineato il presidente di Assoporti che ha definito il passaggio normativo sui poteri di indirizzo "una sorta di refuso" e che non sia opportuno dare totale potere di indirizzo ministero su autorità di sistema".  
Positivo, invece, il giudizio sull'attribuzione al ministero del coordinamento nazionale e il controllo sulle attività considerate strategiche. "È inutile, ad esempio - ha concluso Monti - costruire quattro terminal a 150 km l'uno dall'altro".

 

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