Trasporto merci negli aeroporti, obbligo di certificazione per gli autotrasportatori dal 2027
Ecco cosa cambia dal 2027 per chi consegna merce negli aeroporti
Dal 1° gennaio 2027 cambierà in modo concreto il lavoro di chi consegna merci negli aeroporti. Per continuare a operare, diventerà infatti necessaria la certificazione autotrasportatori per le attività legate alla filiera del cargo aereo.
Il riferimento è al Regolamento (UE) 2024/1255. Interviene sulle misure di sicurezza lungo tutta la filiera aeroportuale. Coinvolge in modo più diretto anche il trasporto su strada.
La certificazione autotrasportatori impegnati nel trasporto merci negli aeroporti è stata tra i temi dell’ultima riunione del Cisa. Si è parlato delle nuove regole europee e dei tempi previsti per metterle in pratica.
Certificazione autotrasportatori: cosa cambia dal 2027
Dal 2027 entra in vigore l’obbligo di certificazione autotrasportatori per chi lavora nel trasporto merci negli aeroporti e nella filiera del cargo aereo. Per continuare l’attività, le aziende che consegnano merci negli scali dovranno essere approvate da Enac.
La novità deriva dal Regolamento (UE) 2024/1255, che aggiorna il Regolamento UE 2015/1998. Introduce indicazioni più precise sulla sicurezza delle spedizioni già controllate. L’obiettivo è garantire che restino protette in tutte le fasi successive. Anche durante il trasporto su strada da e verso gli aeroporti.
Nel corso della riunione del 4 febbraio, il Cisa ha affrontato anche questo tema. Enac ha comunicato di aver già avviato le procedure necessarie. L’obiettivo è applicare le indicazioni europee entro i tempi previsti per l’entrata in vigore della normativa.
Il trasporto merci negli aeroporti diventa parte della sicurezza del cargo aereo
Il trasporto merci negli aeroporti non sarà più visto come una fase separata dal sistema di sicurezza. Con la certificazione autotrasportatori, anche il trasporto su strada entra a pieno titolo nella catena di protezione del cargo aereo.
Le imprese di autotrasporto dovranno quindi garantire lo stesso livello di sicurezza richiesto agli altri operatori della filiera, come agenti regolamentati e vettori aerei.
In particolare, dovranno assicurare:
la protezione continua delle merci da interferenze non autorizzate durante il trasporto;
il rispetto di procedure operative e documentali definite;
la tracciabilità dello status di sicurezza delle spedizioni;
la formazione adeguata del personale coinvolto nel trasporto merci negli aeroporti.
In questo contesto, il mezzo di trasporto diventa un’estensione operativa del sistema di sicurezza del cargo aereo e il conducente assume un ruolo attivo nella tutela dell’integrità delle spedizioni.
Il ruolo del Regolamento UE 2024/1255 nella filiera logistica
Il Regolamento UE 2024/1255 interviene su norme già esistenti in materia di sicurezza del trasporto aereo. Rafforza il principio della protezione continua lungo tutta la filiera del cargo aereo.
In pratica, una spedizione, dopo i controlli di sicurezza, deve restare protetta in ogni fase successiva. Questo vale per lo stoccaggio, la movimentazione e anche per il trasporto su strada. Il trasporto merci negli aeroporti diventa quindi un passaggio delicato per mantenere lo status di sicurezza del carico.
In questo contesto, la certificazione autotrasportatori serve a garantire che tutti gli operatori coinvolti rispettino gli stessi standard e contribuiscano alla protezione dell’intera catena logistica.
Formazione security e altri temi affrontati dal Cisa
Nel corso della riunione, il Cisa ha parlato anche della formazione degli addetti alla sicurezza aeroportuale. L’attenzione si è concentrata in particolare sui percorsi di qualificazione e aggiornamento del personale impegnato nella protezione degli scali e nelle attività legate al cargo aereo.
Sono stati presentati anche alcuni aggiornamenti sui controlli governativi relativi alle apparecchiature di sicurezza utilizzate negli aeroporti italiani. Un passaggio ha riguardato anche le procedure adottate per la protezione dei dati.
È stato invece rinviato a un tavolo tecnico dedicato un approfondimento sul divario temporale che riguarda i giovani addetti alla security. In molti casi, pur avendo completato la formazione Enac, devono attendere un periodo prima di essere inseriti nei ruoli operativi negli aeroporti.
Impatto per le imprese di autotrasporto
L’obbligo di certificazione autotrasportatori segna un cambiamento per le aziende che lavorano nel trasporto merci negli aeroporti e nella logistica del cargo aereo. Nei prossimi anni il settore dovrà adeguarsi a regole più precise, soprattutto sul fronte della sicurezza, dell’organizzazione e della formazione del personale.
Il percorso di adeguamento è già partito e accompagnerà le imprese fino al 2027. Da quel momento, la certificazione autotrasportatori diventerà necessaria per continuare a operare nella filiera del cargo aereo e nel trasporto merci negli aeroporti.
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