Trasporto aereo, ANAMA: revisione della tassa di 2 euro sulle spedizioni extra UE
La tassa produce effetti negativi sul trasporto aereo e sulla logistica italiana
La tassa di 2 euro applicata alle spedizioni extra UE fino a 150 euro sta mostrando criticità evidenti per il trasporto aereo, con ricadute dirette sulla competitività del sistema logistico italiano.
L’intervento, nato con l’obiettivo di contrastare il fast fashion e rafforzare la tutela del Made in Italy, non ha rallentato i flussi dell’e-commerce, ma ne ha semplicemente modificato le rotte. Una parte significativa delle spedizioni viene oggi instradata verso altri aeroporti europei, aggirando gli scali italiani e riducendo l’attrattività del nostro sistema di trasporto aereo.
A evidenziarlo è ANAMA, Associazione Nazionale Agenti Merci Aeree, sezione aerea di Fedespedi, insieme a Confetra, che chiedono una revisione della norma e una visione condivisa a livello europeo.
Trasporto aereo e flussi logistici: traffici dirottati verso altri hub europei
L’introduzione del contributo ha generato una distorsione nei flussi del trasporto aereo. Le merci provenienti da Paesi extra UE continuano ad arrivare in Europa, ma vengono sbarcate in scali che non applicano la tassa, per poi raggiungere l’Italia attraverso modalità alternative.
Questo meccanismo indebolisce il ruolo del trasporto aereo nazionale, riduce i volumi movimentati dagli aeroporti italiani e determina un aumento del traffico su gomma, con effetti negativi anche sul piano ambientale.
Trasporto aereo merci: effetti concreti sul sistema logistico
Il trasporto aereo merci resta un passaggio chiave per l’e-commerce e per le filiere industriali italiane. Quando i flussi si riducono o cambiano rotta, l’impatto si scarica direttamente sugli aeroporti, sugli operatori logistici e sulla competitività del sistema.
I primi effetti della nuova tassa sono già visibili. Dall’inizio dell’anno Malpensa ha perso oltre 30 voli cargo legati alle spedizioni e-commerce extra UE. Traffici che si sono spostati su altri scali europei e che, una volta usciti dal circuito italiano, risultano difficili da recuperare.
Crescita debole del trasporto aereo merci nel 2025
Il rallentamento emerge anche dai dati complessivi. Nel primo trimestre del 2025 il trasporto aereo merci in Italia è cresciuto solo dell’1,6%, un ritmo contenuto che non riflette il peso crescente dell’e-commerce né il ruolo del cargo aereo nelle catene di approvvigionamento internazionali.
Un segnale che preoccupa il settore, perché arriva in una fase in cui il trasporto aereo dovrebbe sostenere la ripresa dei traffici e rafforzare la posizione competitiva degli hub nazionali.
E-commerce e trasporto aereo: il nodo europeo
La regolamentazione dell’e-commerce è considerata necessaria, ma misure adottate solo a livello nazionale rischiano di spostare i flussi invece di governarli. Il risultato è un vantaggio competitivo per altri aeroporti europei e una perdita di traffico per il trasporto aereo italiano.
In vista dell’introduzione del contributo UE da 3 euro prevista per luglio 2026, il settore chiede un coordinamento europeo per evitare distorsioni e salvaguardare l’attrattività del sistema logistico nazionale.
Trasporto aereo e sistema Paese
Il tema non è frenare l’e-commerce, ma evitare che interventi non coordinati finiscano per indebolire il trasporto aereo merci e il ruolo dell’Italia nei traffici internazionali. Senza una strategia comune a livello UE, il rischio è una perdita strutturale di competitività per il sistema logistico nazionale.
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