Ryanair ferma a Natale, oltre 3mila voli cancellati
Nessun decollo, una pausa che coinvolge flotta e personale del gruppo
Ryanair ferma a Natale: il 25 dicembre oltre 3mila voli cancellati in Europa per una scelta organizzativa della compagnia.
Nel giorno festivo la principale low cost del continente non ha operato alcun collegamento, incidendo in modo significativo sul traffico aereo europeo. Lo stop non è stato causato da scioperi, maltempo o problemi tecnici, ma da una decisione pianificata.
La sospensione ha riguardato l’intero network del gruppo, comprese le società operative. Per circa 36 ore, tra la sera della vigilia e la mattina del 26 dicembre, nessun aereo della compagnia è decollato o atterrato negli aeroporti europei. Una scelta che ha inciso su oltre il 10% dei voli normalmente operativi in una giornata nel continente.
Perché Ryanair si ferma il giorno di Natale
Alla base dello stop c’è una motivazione culturale e gestionale. Ryanair ha il proprio quartier generale in Irlanda, Paese in cui il Natale rappresenta una festività particolarmente sentita. La compagnia garantisce quindi una giornata di riposo a tutto il personale, inclusi piloti, assistenti di volo, addetti di terra e personale amministrativo, evitando qualsiasi forma di turnazione il 25 dicembre.
La decisione è diventata nel tempo parte integrante del modello operativo del vettore, che ogni anno conferma lo stop totale delle attività nel giorno di Natale, senza eccezioni sul breve e medio raggio.
I numeri dello stop di Ryanair il 25 dicembre
I dati operativi aiutano a comprendere la portata dello stop. Alla vigilia di Natale Ryanair aveva programmato oltre 1.700 voli, con l’ultimo collegamento partito in prima serata. Le operazioni sono poi riprese il 26 dicembre, quando il network è tornato pienamente operativo con più di 2.600 partenze previste già dalle prime ore del mattino.
Dal punto di vista economico, lo stop comporta la rinuncia a oltre mezzo milione di passeggeri e a decine di milioni di euro di ricavi potenziali in un solo giorno.
Tuttavia, secondo le analisi del settore, l’impatto sui conti risulta attenuato. Il 25 dicembre registra infatti una domanda più bassa, mentre i costi operativi aumentano sensibilmente a causa dei turni festivi e degli straordinari del personale, riducendo la convenienza economica dei voli.
Altri casi di stop dei voli
Nel panorama del trasporto aereo europeo, Ryanair non è l’unica compagnia a fermarsi a Natale, ma nessun altro vettore raggiunge numeri simili in termini di voli e passeggeri coinvolti. Per dimensioni e incidenza sul traffico, lo stop natalizio della compagnia irlandese resta un caso unico nel settore.
A non operare il 25 dicembre è anche Jet2.com, compagnia britannica fortemente orientata alle destinazioni turistiche, sebbene con volumi di traffico nettamente inferiori rispetto a Ryanair.
Si ferma inoltre Aer Lingus, altro vettore irlandese, che mantiene però alcuni collegamenti intercontinentali in partenza dagli Stati Uniti nel pomeriggio di Natale, a causa del fuso orario.
Esistono infine stop legati a motivazioni religiose ricorrenti durante l’anno. È il caso delle compagnie israeliane, tra cui El Al, che sospendono le operazioni durante lo Shabbat, interrompendo i voli dal venerdì pomeriggio fino alla sera del sabato.
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