Rimborso volo in ritardo: la Cassazione rafforza i diritti dei passeggeri
Vanno dimostrate in concreto le cause del ritardo e le misure adottate
Ottenere il rimborso del volo in caso di ritardo non può essere escluso sulla base di valutazioni generiche o presuntive. È quanto emerge dall’ordinanza della Corte di Cassazione n.9002 del 9 aprile 2026. Riguarda le circostanze eccezionali nei voli aerei.
La decisione si inserisce nel Regolamento (CE) n. 261/2004. Il passeggero ha diritto a una compensazione per ritardi oltre tre ore, salvo circostanze eccezionali dimostrate dalla compagnia.
Il caso: ritardo del volo Cracovia Bergamo
La questione riguarda il ritardo del volo Ryanair FR6877 del 9 settembre 2018. Volo arrivato a destinazione con oltre tre ore di ritardo.
Il passeggero aveva chiesto la compensazione di 250 euro. La compagnia aveva escluso il rimborso del volo. Sosteneva che il ritardo fosse dovuto alle condizioni meteorologiche. In particolare, alla nebbia sull’aeroporto di Cracovia.
Il Giudice di pace e il Tribunale di Bergamo avevano rigettato la domanda. Avevano ritenuto provata la circostanza eccezionale.
La valutazione della Cassazione sulle condizioni meteo
La Cassazione ha ritenuto insufficiente la motivazione del giudice d’appello. La nebbia, infatti, era cessata intorno alle 9:30. Il volo, invece, era previsto nel primo pomeriggio. Nonostante questo, il Tribunale aveva ritenuto che le condizioni meteo avessero inciso anche sui voli successivi.
Per la Cassazione, questa conclusione non è sostenuta da elementi concreti. Si basa piuttosto su presunzioni non adeguatamente giustificate.
L’onere della prova a carico della compagnia aerea
L’ordinanza richiama un principio già noto. Per negare la compensazione, la compagnia deve dimostrare due cose.
La prima è l’esistenza di una circostanza eccezionale, cioè un evento che non rientra nella normale attività. La seconda è di aver fatto tutto il possibile per evitare il ritardo o limitarne gli effetti.
Quando si parla di maltempo, non basta dire che c’era. Bisogna anche dimostrare che ha inciso su quel volo e che, nonostante gli interventi, il ritardo non poteva essere evitato.
La decisione della Corte e il rinvio al Tribunale
La Cassazione ha definito la motivazione della sentenza impugnata “perplessa e obiettivamente incomprensibile”, in quanto non consente di ricostruire il percorso logico seguito dal giudice.
In particolare, non risultano chiarite:
- le ragioni per cui la nebbia avrebbe inciso sul volo pomeridiano
- le misure concretamente adottate dalla compagnia
Per questi motivi, la Corte ha cassato la sentenza e rinviato la causa al Tribunale di Bergamo, in diversa composizione.
Quando spetta la compensazione fino a 600 euro
La compensazione pecuniaria prevista dal Regolamento (CE) n. 261/2004 può arrivare fino a 600 euro, in base alla distanza del volo.
Tale diritto resta escluso solo se la compagnia dimostra in modo rigoroso la sussistenza delle circostanze eccezionali e l’impossibilità di evitare il ritardo.
Effetti della decisione sul diritto dei passeggeri
L’ordinanza n. 9002/2026 si inserisce in un orientamento ormai consolidato, che richiede un accertamento rigoroso delle circostanze eccezionali.
Non basta quindi richiamare condizioni meteorologiche avverse. È necessario dimostrare in concreto quale impatto abbiano avuto sul volo e quali misure siano state adottate per evitarne le conseguenze.
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