Regolamento Ue su sicurezza aerea: l’allarme di Borioli
“Dai primi approfondimenti svolti nelle audizioni con Ansv, Enav ed Enac emergono criticità che, se non adeguatamente risolte, rischiano di vanificare le stesse finalità dichiarate: quelle di aumentare la sicurezza”. E’ quanto afferma il senatore del Pd Daniele Borioli, capogruppo della Commissione Trasporti e lavori pubblici di Palazzo Madama, dopo che in Parlamento è iniziato l’esame della proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante regole comuni nel settore dell’aviazione civile, che istituisce un’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea e che abroga il regolamento (Ce) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio (n. Com (2015) 613 definitivo).
“Tutti convengono sull’esigenza di regole comuni, più semplici e uniformi, e sul ruolo che in questo senso può svolgere l’Easa (European Aviation Safety Agency) ma comune è la preoccupazione per alcuni punti non risolti o sottovalutati nel testo in esame. A fronte del grande incremento del traffico di aeromobili a pilotaggio remoto, ad esempio, appare infatti del tutto incongruente – commenta Borioli- che le norme proposte non contengano alcun riferimento ai requisiti che, viceversa, prevede l’ordinamento nazionale in materia di attestati e licenze per i piloti. Allo stesso modo, non può non suscitare perplessità il fatto che il Regolamento elimini la richiesta di certificazione preventiva, verificata da un soggetto terzo, per coloro che assumono la gestione dei servizi a terra o di gestione dei piazzali. L'”autocertificazione” che la dovrebbe sostituire introduce certo una semplificazione, che però potrebbe scaricare i suoi effetti secondari compromettendo gli standard di sicurezza. Un dubbio severo, che nel testo non trova risposta. È fondamentale perciò – prosegue Borioli- che nel processo di recepimento e di attuazione delle regole comuni il Governo ponga con forza la risoluzione dei punti critici. Anche a muovere da una constatazione oggettiva: la sicurezza aerea, in Italia e pressoché in tutta Europa, si colloca a livelli altissimi, di assoluta eccellenza. Ed è perciò importante che l’armonizzazione necessaria su scala europea non vanifichi ciò che di molto positivo e funzionante è stato messo in atto, con ottimi risultati, dalle regole e dalle competenze nazionali. In questo senso – conclude Borioli – andrebbe probabilmente valutata e sostenuta un impianto dell’Easa compiutamente federale, in luogo della spinta eccessivamente accentratrice con cui pare connotarsi l’attuale formulazione del Regolamento”.
