Interrogazioni per salvare gli aeroporti di Alghero, Crotone e Pescara
Due diverse interrogazioni sono state depositate ieri alla Camera dei Deputati per salvare gli scali di Pescara, Alghero e Crotone, dopo l’annuncio della compagnia aerea Ryanair di chiudere i collegamenti dai tre aeroporti. Parlamentari di Sinistra e libertà e di Scelta civica hanno rispettivamente chiesto al ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Graziano Del Rio di intervenire per chiedere chiarimenti alla compagnia irlandese che negli ultimi anni è divenuta il primo vettore in Italia con 26,1 milioni di passeggeri nel 2014, quasi 3 milioni in più di Alitalia.
Come evidenziato anche nei testi depositati in Commissione Trasporti a Montecitorio, Ryanair ha deciso di interrompere 16 collegamenti italiani, in particolare da e per gli aeroporti di Alghero e Pescara e di ridurre quelli da e per Crotone. “Una scelta che ricadrà sulla mobilità degli italiani, in primis dei residenti delle regioni colpite, e sull’attrattività economica e turistica delle città interessati al taglio dei voli. E avrà ricadute pesanti anche sull’occupazione: circa 600 posti di lavoro persi, senza considerare gli effetti indiretti sull’indotto” rilevano i deputati di Scelta Civica Gianfranco Librandi e Pierpaolo Vargiu.
Per questo e per capire quali misure il Governo intenda assumere per evitare che la decisione danneggi il tessuto imprenditoriale ed occupazionale delle tre regioni interessate, Vargiu e Librandi hanno presentato l’interrogazione con la quale chiedono anche di sapere se la scelta di aumentare le tasse municipali aeroportuali sia stata accompagnata da un’analisi di impatto economico e, nel caso, se siano stati valutati gli effetti del maggior prelievo sull’offerta di voli e sulla competitività dell’Italia rispetto ad altri paesi europei. Delrio viene anche sollecitato di informare il Parlamento su quali misure, anche di carattere normativo, il governo stia pensando di assumere per promuovere e rilanciare il comparto aereo in Italia, una maggiore concorrenza tra vettori e l’attrattività del nostro Paese come meta per il grande pubblico dei cosiddetti ‘voli low cost’.
Sulla stessa linea i deputati di Sel, Gianni Melilla e Michele Pira, evidenziando che la decisione della compagnia rischia di determinare un pesante contraccolpo su economie locali già particolarmente fragili, rispetto alle quali i servizi di Ryanair hanno rappresentato una boccata di ossigeno e una importante fonte di reddito, diretto e indiretto.
“Crediamo che il governo debba operare affinché tale decisione venga riconsiderata, rivedendo la scelta di incrementare la tassa aeroportuale per questi territori in maniera tale da riaprire una partita che non si può chiudere così, se non al prezzo di drammatici costi sociali: 600 posti di lavoro, nonché un impoverimento ulteriore sul piano del diritto alla mobilita’ e dell’economia, quella turistica in particolare”.hanno dichiarato i firmatari dell’interrogazione targa Sel, Michele Piras e Gianni Melilla.
