De Caro risponde a interrogazione sul sistema aeroportuale toscano
Il Piano nazionale degli aeroporti rappresenta uno strumento di pianificazione periodica del settore rivolto ad allineare le politiche di governance ai mutamenti rapidi cui lo stesso settore è soggetto. Per gli aeroporti di Firenze e Pisa, il Piano ha previsto l’esigenza di realizzare forme di integrazione per poter rispondere efficacemente alla domanda di traffico espressa dal bacino regionale, rafforzando e potenziando le connessioni tra le due infrastrutture. Processo efficacemente avviato.
Questo è quanto, in sintesi, ha risposto il sottosegretario ai Trasporti Umberto Del Basso De Caro all’interrogazione dell’onorevole Massimo Artini (Gruppo Misto alla Camera dei Deputati) sulla gestione del traffico merci nell’ambito del sistema aeroportuale toscano Pisa/Firenze e i relativi investimenti previsti.
Il sottosegretario De Caro ha informato i parlamentari che avevano chiesto delucidazioni in merito in Commissione Trasporti a Montecitorio che la gestione integrata dei due scali è stata ritenuta indispensabile al fine del riconoscimento del ruolo di particolare rilevanza degli stessi nella prospettiva di ottimizzazione degli investimenti e di garanzia del miglior servizio al territorio.
In assenza di una adeguata integrazione verrebbe meno la capacità delle due infrastrutture di cogliere le nuove opportunità del mercato che, secondo le previsioni degli esperti, si presenteranno per il territorio toscano.
L’esponente del Governo Renzi ha anche informato che il processo di collegamento tra gli scali risulta avviato, con la creazione di una società di gestione unica per entrambi gli aeroporti nata dalla fusione per incorporazione della precedente società di gestione dello scalo di Firenze in quella di gestione dello scalo di Pisa.
“In questo quadro – ha sottolineato De Caro – è rimessa alla libera politica commerciale degli scali la scelta di favorire la specializzazione di ruolo dei singoli aeroporti, anche nel trasporto cargo, in considerazione delle potenzialità dei territori nei quali insistono, delle esigenze delle imprese locali e dei mercati nazionali ed esteri”.
Il Piano, pertanto, avendo dettato linee programmatiche di sviluppo di tutta la rete nazionale in un’ottica di insieme, non ha operato scelte dirigistiche in un settore quale il trasporto cargo, in cui sono prevalentemente il mercato e la capacità delle infrastrutture logistiche associate a quelle aeree a determinare la nascita di hub dedicati a tale trasporto. Le condizioni per la nascita di un hub toscano per le merci dipendono essenzialmente dalle scelte gestionali che nel caso di specie, essendo in capo ad una stessa società, possono essere dettate non più da logiche conflittuali e campanilistiche, ma da piani di crescita e sviluppo integrati.
Quanto all’ottenimento di fondi europei, i nuovi Orientamenti sugli aiuti di Stato agli aeroporti e alle compagnie aeree di cui alla Comunicazione 2014/C 99/03 prevedono la possibilità di aiuti al settore sia per il funzionamento che per gli investimenti, purché ricorrano una pluralità di requisiti cumulativi di compatibilità con il mercato interno: contributo al raggiungimento di un obiettivo ben definito di interesse comune, necessità dell’intervento statale, adeguatezza della misura di aiuto, effetto di incentivazione, proporzionalità dell’aiuto e prevenzione degli effetti negativi indebiti sulla concorrenza e sugli scambi tra Stati membri. Ricorrendo tali requisiti, gli aiuti al funzionamento e agli investimenti, siano essi provenienti da risorse pubbliche nazionali o dall’UE, sono considerati compatibili con le regole europee.
Circa la destinazione dei fondi europei agli aeroporti, questa ha luogo sulla base degli specifici strumenti finanziari previsti da norme e procedure definite a livello europeo. La verifica della sussistenza delle condizioni richieste per l’erogazione di tali risorse è effettuata dagli organismi preposti sulla base di istruttorie e valutazioni dei progetti presentati dai soggetti interessati.
