Il NATO Alliance Ground Surveillance parla italiano
C’è anche l’Italia nel programma del primo sistema NATO Alliance Ground Surveillance (AGS). Selex ha infatti un ruolo chiave nello sviluppo del programma AGS che punta, già a partire dal prossimo 2017, a creare un sistema capace di rispondere ai bisogni di sorveglianza, intelligence e identificazione dei 28 Paesi membri dell’Alleanza Atlantica. “In occasione della cerimonia inaugurale del primo velivolo per il sistema NATO AGS, organizzata da Northrop Grumman presso il proprio centro di Palmdale, in California, Selex è lieta di sottolineare il proprio ruolo nel programma – si legge nella nota diffusa da Finmeccanica -. Il cuore del sistema NATO AGS si basa su tre segmenti: il segmento aereo, che include cinque velivoli senza pilota Global Hawk Block 40 e la loro relativa stazione di controllo (Avmc2); il segmento terrestre, costituito da diverse stazioni di terra in varie configurazioni che forniranno la connettività attraverso dei data-link, l’elaborazione dei dati e la possibilità di utilizzarli nel modo più efficace possibile, le interfacce per l’interoperabilità con i sistemi C2jsr (Command, Control, Intelligence, Surveillance and Reconnaissance); il segmento di supporto che comprende le strutture dedicate di supporto alla missione presso la principale base operativa AGS a Sigonella, in Italia”. Il ruolo ricoperto dalla società italiana, è quello di fornitore del Mission Operation Support (Mos) e le due stazioni di terra trasportabili (Transportable General Ground Stations) per il segmento terrestre del sistema che includerà anche sei stazioni mobili (Mobile General Ground Stations) sviluppate da Airbus. Inoltre, sempre Selex, è chiamata a fornire il Wide Band Data Link (Wbdl), il cui compito è assicurare la comunicazione nella linea di vista tra i componenti di terra e i velivoli senza pilota. Il sistema NATO AGS completo include apparati aerei, terrestri e di supporto alla missione e assicura la sorveglianza quasi in tempo reale di ampie zone su terra e su mare in ogni condizione ambientale e meteorologica. Il sistema, dal prossimo 2017, sarà in grado di garantire la protezione di truppe di terra, delle popolazioni civili, il controllo delle frontiere e la sicurezza marittima, la lotta contro il terrorismo e migliorare la gestione delle crisi e degli aiuti umanitari in situazioni di emergenza.
