ExoMars: partita la missione su Marte
L’esplorazione europea di Marte è iniziata. Questa mattina alle 10.31 (ora italiana) dalla base russa di Baikonur, nel Kazakhstan, si sono accesi i motori del razzo Proton, sul quale si trovano la sonda pronta a esplorare Marte alla ricerca di tracce di vita, presente o passata. E nella missione l’Italia ha un ruolo fondamentale: l’Agenzia Spaziale italiana, infatti, sostiene circa il il 32% del costo totale della missione, pari a 350 milioni di euro, posizionandosi come uno dei principali finanziatori e supporter dell’ambiziosa missione Esa. Il Proton sta portando in orbita la sonda Tgo (Trace Gas Orbiter), che resterà nell’ orbita di Marte per sette anni, e il lander Edm (Entry, Descent and Landing Demonstrator), il veicolo dedicato all’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli, che dovrà dimostrare la capacità dell’Europa di posarsi sul suolo di Marte. Il viaggio durerà circa sette mesi e l’arrivo nell’orbita di Marte è previsto per il prossimo 16 ottobre, quando il modulo Schiaparelli si sgancerà per scendere sul pianeta, il 19 ottobre, diventando il primo modulo italiano a posarsi su Marte. Quella appena partita è la prima fase della missione ExoMars, mentre la seconda fase è prevista nel 2018 e dovrà portare sulla superficie marziana un rover equipaggiato con un trapano che perforerà il suolo fino a due metri di profondità.
“Stiamo lanciando un sogno – ha commentato Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale europea -. Il sogno di arrivare su Marte per aprire la strada alla missione che forse ci darà grandi risultati dal punto di vista scientifico sotto la superficie del pianeta”.
Grande soddisfazione anche da parte di Mauro Moretti, amministratore delegato e direttore generale di Finmeccanica, a cui l’ESA ha affidato, insieme a Thales Alenia Space la leadership di entrambe le missioni. “Con Exomars si apre un nuovo capitolo della storia dell’umanità di cui Finmeccanica, attraverso Thales Alenia Space e altre competenze presenti all’interno dell’azienda, è orgogliosa di essere uno dei principali autori. Dopo il successo della missione Rosetta, che ha visto le tecnologie Finmeccanica atterrare su una cometa – ha sottolineato – portiamo oggi la nostra conoscenza sul pianeta rosso a dimostrazione che Finmeccanica con i suoi 5000 uomini e donne che lavorano nel settore spaziale e oltre un miliardo e mezzo investito in ricerca e sviluppo contribuisce in modo determinante al progresso tecnologico dell’Italia. Provengono dai nostri laboratori molte delle tecnologie usate nel programma – ha ricordato ancora Moretti – compresa la sofisticatissima trivella che partirà nel 2018 per scavare con la sua punta di diamante il suolo marziano alla ricerca di tracce di vita”.
