Enav: alla Cyber-Crime Conference 2015 per rilanciare la security
L’Ente Nazionale di Assistenza al Volo, partecipando nella giornata di ieri alla sesta edizione della Cyber-Crime Conference, ha voluto sottolineare come lo spazio cibernetico sia la nuova frontiera del rischio. “I singoli, le imprese, le istituzioni e gli stessi Stati sono posti davanti a minacce mutevoli verso le quali è necessaria una risposta non convenzionale. La totale dipendenza della società moderna dall’informazione digitale, che va ben oltre Internet per arrivare alla consistenza stessa di servizi primari per la comunità, quali energia elettrica, acqua, gas, sistemi di trasporto, sanità pubblica, richiede perciò un ripensamento delle logiche di difesa sociale, non solo a livello nazionale, ma anche internazionale – si legge nella nota diffusa dall’Ente -. Le recenti aggressioni a servizi pubblici in Germania, negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Francia, in Turchia, dimostrano che la minaccia è globale e supera di gran lunga l’aspetto criminale del semplice procacciamento di credenziali di siti di home banking o di frode sulle carte di credito. Il livello dello scontro si è elevato, fino a minacciare gli Stati. Non si parla più soltanto di cybercrime, ma ormai di cyberwarfare: una delle modalità moderne per condurre attacchi di natura sostanzialmente militare, da parte di organizzazioni complesse e talvolta vicine agli Stati, che hanno ad obiettivo la distruzione o la significativa menomazione della capacità economica, militare e di sopravvivenza degli Stati attaccati. In questo contesto è evidente che le infrastrutture critiche, tra le quali rientra a pieno titolo il fornitore dei servizi della navigazione aerea, sono chiamati a concorrere al sistema di protezione nazionale in una strategia che supera il modello di partenariato pubblico-privato, ma richiede una nuova definizione della compartecipazione paritetica alla difesa del valore pubblico”. Enav intende farsi promotrice di un nuovo dibattito nel quale la definizione delle misure di protezione attiva, attraverso strutture specializzate deve assumere una dignità operativa nel quadro della strategia cibernetica nazionale, con modelli di interscambio operativo ed informativo, test, esercitazioni, lesson lerned e dissemination, nel quale un ruolo essenziale deve essere riconosciuto alla ricerca.
