Confindustria punta sul settore aerospaziale per il futuro industriale di Bergamo
Focus su imprese, competenze e sviluppo della filiera locale
Il settore aerospaziale si sta facendo spazio anche nelle strategie di sviluppo del territorio bergamasco. È quanto emerso durante “Aerospace in action”, l’incontro organizzato da Confindustria Bergamo per mettere a fuoco dimensioni, prospettive e possibili ricadute della filiera sulle imprese locali.
A livello globale il settore sta crescendo rapidamente. La Space Economy valeva circa 630 miliardi di dollari nel 2023. Secondo le stime, potrebbe raggiungere 1,8 trilioni entro il 2035.
Non si parla più solo di missioni nello spazio o di aerei. Il settore oggi riguarda anche difesa, telecomunicazioni, navigazione satellitare e servizi di osservazione della Terra, con applicazioni sempre più diffuse anche nelle attività civili.
Il settore aerospaziale e il ruolo delle imprese locali
In questo scenario, il settore aerospaziale può diventare un’opportunità anche per Bergamo. Il territorio ha una forte tradizione manifatturiera e può trovare spazio in questa filiera.
Per Giovanni Fassi, vicepresidente di Confindustria Bergamo, il comparto sta crescendo rapidamente a livello globale e sta assumendo sempre più peso.
Non è più un settore riservato a poche grandi aziende. Attorno all’aerospazio lavorano molte imprese, con competenze diverse. Anche la subfornitura ha un ruolo importante.
Per questo Confindustria Bergamo ha promosso momenti di incontro e confronto. L’obiettivo è aiutare le aziende del territorio a capire come avvicinarsi al settore.
Formazione e ricerca per sostenere il settore aerospaziale
Spazio anche al tema della formazione. Il rettore dell’Università degli Studi di Bergamo, Sergio Cavalieri, ha ricordato l’impegno dell’ateneo nelle attività di ricerca legate allo spazio. Ha sottolineato anche quanto sia importante mantenere un confronto costante con le imprese del territorio.
L’obiettivo è preparare persone con competenze adatte a un settore che cambia velocemente.
La nuova strategia per l’industria bergamasca
Per Confindustria Bergamo, il settore aerospaziale si inserisce tra le direttrici di sviluppo su cui costruire nuove opportunità nei prossimi anni, insieme ad ambiti come elettrico, med-tech, nucleare e idrogeno. A fare da filo conduttore, il ruolo trasversale dell’innovazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale.
Il territorio parte già da basi solide. Sono tante le imprese attive nella meccanica, nell’elettronica e nell’automazione, con competenze costruite nel tempo. In molti casi queste lavorazioni possono trovare spazio anche nella filiera aerospaziale, adattandosi a nuovi mercati e a produzioni a più alto valore aggiunto.
Il direttore generale Paolo Piantoni ha richiamato l’attenzione proprio su questo aspetto: prima ancora di immaginare nuovi scenari, è necessario prendere consapevolezza del potenziale già esistente e costruire una visione di medio periodo, accompagnata da un investimento sulle competenze.
La mappatura del settore aerospaziale sul territorio
Tra le prime attività avviate c’è una mappatura delle realtà locali che possono avere un legame con il settore aerospaziale. In questa prima fase sono state coinvolte una ventina di aziende, per capire meglio quali competenze e quali capacità produttive siano già presenti sul territorio e dove possano nascere collaborazioni.
Il lavoro è seguito dall’area Innovazione di Confindustria Bergamo e punta, prima di tutto, a fare ordine e a mettere in contatto le imprese. Entrare in questa filiera richiede standard elevati e certificazioni specifiche, quindi è importante prepararsi per tempo. Per questo sono previsti gruppi di lavoro, tavoli tecnici e percorsi di formazione e riqualificazione.
L’obiettivo è accompagnare le aziende passo dopo passo, valorizzando le competenze che già esistono e favorendo il dialogo con altri partner industriali e istituzionali.
Verso un polo del settore aerospaziale
Nel medio periodo si guarda alla possibilità di costruire qualcosa di più strutturato sul territorio. L’idea è quella di mettere in rete competenze, strumenti e realtà diverse per sostenere la crescita del settore aerospaziale.
Tra le ipotesi c’è la condivisione di laboratori di testing e la creazione di spazi in cui imprese, università e centri di ricerca possano confrontarsi e collaborare.
Fare sistema viene considerato un passaggio importante, soprattutto per affrontare un mercato complesso, dove certificazioni e qualità dei processi fanno la differenza.
Lo scenario europeo e le opportunità per il settore aerospaziale
Durante l’incontro si è parlato anche della situazione in Europa. Il settore aerospaziale è al centro di una forte competizione a livello globale. Stati Uniti e Cina stanno investendo molto e avanzano rapidamente.
L’Europa resta un punto di riferimento in alcuni ambiti, in particolare nella ricerca e nelle attività di osservazione della Terra. Allo stesso tempo deve continuare a rafforzarsi, soprattutto sul fronte degli investimenti e della capacità di sviluppo.
Tra le novità in discussione c’è il nascente Space Act europeo, orientato alla creazione di un mercato unico del settore e a una maggiore integrazione delle politiche industriali.
Il settore aerospaziale come occasione di diversificazione
Per molte imprese del territorio, il settore aerospaziale può diventare una strada nuova da esplorare. Tante aziende hanno già competenze solide, soprattutto nella meccanica di precisione, nell’automazione e nell’elettronica, che potrebbero trovare applicazione anche in questa filiera.
E’ stato presentato anche il white paper dedicato al settore aerospaziale e alle prospettive per il territorio bergamasco. Il documento parte da ciò che esiste già e propone un percorso graduale: conoscere meglio le competenze locali, mettere in rete le imprese e creare occasioni di collaborazione con università e centri di ricerca.
L’idea è quella di rafforzare nel tempo il sistema produttivo locale e aprire nuove possibilità di crescita, partendo proprio dalle capacità che il territorio ha costruito negli anni.
Leggi anche: Droni, trasporti e sicurezza nello spazio aereo: cosa cambia con il piano UE
