Iata: traffico passeggeri in aumento e load factor record a marzo
Nel mese di marzo il traffico passeggeri – misurato in revenue passenger kilometers (RPK) – è cresciuto del 9,5% rispetto al 2017. Si tratta della crescita più sostenuta degli ultimi 12 mesi. In aumento del 6,4% la capacità – misurata in available seat kilometers (ASK) – e del 2,3% il load factor, che si assesta all’82,4%, segnando un record per il mese di marzo, dopo il record che aveva caratterizzato già il mese di febbraio di quest’anno. Tutte le regioni, ad eccezione del Medio Oriente, hanno registrato percentuali record di load factor.
“Il traffico aereo rimane forte, supportato dal buono stato di salute del contesto economico e dei livelli di fiducia delle aziende – ha sottolineato Alexandre de Juniac, ceo e direttore generale Iata -. Ma la crescita dei costi – in particolare del prezzo del petrolio – fa presagire il fatto che ogni eventuale aumento della domanda derivante da tariffe più basse si ridurrà nel secondo trimestre”.
Rispetto a marzo 2017 il traffico internazionale è cresciuto complessivamente del 10,4%, ben al di sopra del +7,4% registrato a febbraio. In crescita del 6,6% la capacità e del 2,9% il load factor, che si assesta all’81,5%. Tutte le regioni hanno registrato numeri in considerevole crescita: in Asia Pacifico il traffico è aumentato dell’11,6%, in America Latina dell’11,8%; in Europa la crescita è stata del 9,8%, in Medio oriente +10,7%, in Nord America +9,5%, in Africa +11,2%.
Il traffico domestico è cresciuto a marzo del 7,8%, segnando quindi una leggera flessione rispetto al +8,2% registrato a febbraio.
“Il forte risultato del primo trimestre conferisce uno slancio vigoroso a quello che per l’emisfero settentrionale è il periodo di punta – ha concluso de Juniac -. Le condizioni economiche favorevoli stanno supportando – e sono supportate da – una forte domanda di spostamenti aerei. Si tratta di un benefico effetto reciproco che i governi, in modo lungimirante, riconoscono e incoraggiano. Ma dobbiamo ribadire il punto quotidianamente. La battuta d’arresto nel processo di modernizzazione della gestione del traffico aereo negli Usa e la proposta di fermare la costruzione del nuovo aeroporto in Messico sono lì a ricordarcelo”.
