ANSV: fattore umano la causa dell’incidente all’ATR a Fiumicino
“Un’impropria condotta dell’aeromobile da parte del comandante in fase di atterraggio, non coerente con quanto previsto dalla manualistica dell’operatore, in un contesto ambientale caratterizzato dalla presenza di significative criticità (presenza di vento al traverso con valori al limite/eccedenti quelli consentiti per l’ATR 72) ed in assenza di un efficace CRM”.
Queste le conclusioni dall’Agenzia nazionale sicurezza volo in merito all’incidente occorso il 2 febbraio 2013 sull’aeroporto di Roma Fiumicino all’ATR 72-212A, marche di identificazione YR- ATS. L’aereo, che stava effettuando un volo da Pisa a Roma Fiumicino, con a bordo 4 membri dell’equipaggio e 46 passeggeri, dopo l’atterraggio per pista 16L usciva lateralmente di pista, arrestandosi ad una distanza di circa 1800 m dalla soglia pista, sulla striscia erbosa posizionata sul lato destro della pista stessa, in prossimità del raccordo denominato “DE”, riportando ingenti danni alla strutture e il ferimento di alcuni passeggeri.
L’inchiesta dell’ANSV ha evidenziato che all’evento posso aver contribuito diversi fattori. “La mancata effettuazione del “landing briefing”, il quale, oltre ad essere previsto dalle norme di compagnia, avrebbe costituito un momento importante di messa a fattor comune e di accettazione di informazioni fondamentali per la sicurezza delle operazioni. Il mantenimento di una VAPP (velocità di avvicinamento NdR) significativamente superiore a quella prevista e la convinzione del comandante, derivante dalla sua notevole esperienza generale e specifica sull’aeromobile in questione, di riuscire comunque a condurre un atterraggio in sicurezza nonostante la presenza di condizioni di vento critiche per il tipo di aeromobile”.
E ancora “il notevole divario di esperienza esistente tra il comandante ed il primo ufficiale, che ragionevole ha inibito a quest’ultimo di manifestare la propria capacità critica, rendendo così inefficaci le tecniche di CRM (Crew Resource Management). Dopo l’incidente, l’applicazione del PEA ha evidenziato delle criticità, che non hanno consentito di svolgere in maniera tempestiva ed efficace l’attività di ricerca e soccorso dell’aeromobile e dei suoi occupanti”.
