Alitalia, licenziamento collettivo e stop alla cassa integrazione
Si attende la decisione sulla proroga della Naspi per gli ex dipendenti di Alitalia
Alitalia chiude la cassa integrazione straordinaria e avvia il licenziamento collettivo di quasi 2.000 ex lavoratori, segnando la fine di un lungo capitolo della storia del trasporto aereo italiano. Dopo anni di proroghe e promesse, dal 31 ottobre 2025 quasi duemila persone si trovano senza impiego.
Alitalia e la fine della cassa integrazione straordinaria
Il licenziamento collettivo è scattato ufficialmente per oltre 1.900 ex dipendenti della compagnia, rimasti fino a oggi in cassa integrazione straordinaria. Le lettere, inviate via PEC nelle scorse settimane, sono diventate efficaci, sancendo la conclusione definitiva della gestione Alitalia.
Molti lavoratori hanno espresso delusione e rabbia verso le istituzioni. Un’ex hostess ha ricordato le promesse del 2022, quando era stato annunciato il possibile ripristino del legame tra Alitalia e ITA Airways. Tuttavia, un decreto interpretativo ha chiuso ogni possibilità di reintegro.
Le sentenze della Corte Costituzionale e dei tribunali italiani hanno confermato la discontinuità aziendale tra le due compagnie. Linea introdotta dal governo Draghi e approvata da Bruxelles. Ciò ha permesso a ITA Airways di scegliere liberamente chi assumere, lasciando fuori gran parte del personale storico.
Il futuro incerto degli ex lavoratori Alitalia
Dietro i numeri, si celano centinaia di storie personali e professionali segnate da frustrazione e amarezza. Molti ex dipendenti raccontano anni di servizio fedele a Alitalia, spesso rinunciando a ferie e vita privata. L’arrivo di Etihad nel 2014, l’amministrazione straordinaria e la nascita di ITA Airways nel 2021 sono tappe di un percorso complesso, culminato oggi con la perdita del lavoro.
In passato, diversi lavoratori avevano ottenuto pronunce giudiziarie favorevoli, ma la “norma di interpretazione autentica” introdotta dal governo Meloni ha ribadito la separazione giuridica tra Alitalia e ITA, rendendo impossibile il reintegro.
Verso una proroga della Naspi per gli ex dipendenti
Sul piano istituzionale, governo e sindacati stanno cercando una misura di sostegno economico. È in discussione presso il Ministero del Lavoro una proroga della Naspi fino a tre anni per la maggior parte degli ex dipendenti, con estensione a quattro anni per circa 400 lavoratori prossimi alla pensione.
Il finanziamento arriverebbe dal Fondo Straordinario del Trasporto Aereo, che coprirebbe anche i contributi previdenziali. Secondo le sigle sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporto Aereo e Anpac, si tratta di una misura necessaria ma non sufficiente. Le organizzazioni chiedono infatti un intervento strutturale e la sospensione dei licenziamenti per tutelare la dignità di chi ha dedicato la propria carriera alla compagnia.
Tuttavia, la decisione sui licenziamenti appare definitiva. ITA Airways, oggi pienamente operativa, continua a essere accusata di rappresentare una continuità mascherata con la vecchia Alitalia, una ferita ancora aperta nel panorama del trasporto aereo italiano.
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