AI nel cargo aereo: come sta cambiando la logistica
Cresce l’adozione nelle aziende, tra efficienza, costi in aumento e sfide globali sempre più complesse
L’AI nella logistica cargo aereo sta diventando sempre più centrale per le aziende del settore.
Il comparto sta attraversando una fase di forte trasformazione. Le imprese operano in un contesto complesso.
Pesano le tensioni geopolitiche, l’aumento dei costi e una competizione sempre più intensa. In questo scenario, l’Intelligenza Artificiale è ormai uno strumento concreto.
Cresce l’adozione dell’AI
Secondo quanto emerso durante il convegno promosso da ANAMA, il 51% delle aziende ha già avviato progetti o implementazioni di AI. La quota è destinata a salire al 77% nei prossimi tre anni.
Lo studio è stato realizzato dall’Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano. Il dato conferma un cambio di passo. L’AI non è più sperimentale. Sta entrando nei processi operativi.
Le principali pressioni sul settore
Le aziende devono affrontare criticità molto simili tra loro. L’instabilità geopolitica ha un impatto elevato. Il livello di criticità è 7,9 su 10. Lo stesso valore si registra per l’aumento dei costi energetici e del carburante. Anche la competitività del mercato raggiunge 7,9.
Per le multinazionali la situazione è ancora più complessa. Rappresentano il 45% del campione analizzato. Il problema principale è la capacità operativa. Pesano le congestioni aeroportuali. In questo caso la criticità sale a 8,3.
Dove viene applicata l’AI
L’Intelligenza Artificiale viene usata soprattutto per migliorare l’efficienza. Il 42% delle aziende la utilizza per gestire dati e relazioni tra operatori. Il 31% la applica a pricing e fatturazione. Il 23% la impiega nella pianificazione logistica e nelle attività doganali e documentali.
L’obiettivo è ridurre inefficienze. E rendere la filiera più fluida.
Il ruolo delle persone
Nonostante la crescita dell’automazione, le persone restano centrali. Il 69% delle aziende adotta un approccio “human in the loop”. L’AI viene usata come supporto alle attività operative. Non come sostituto completo.
L’automazione pura si ferma al 54%. Il motivo è semplice. Nel cargo aereo gli imprevisti sono frequenti. Servono esperienza e capacità di adattamento.
I benefici rilevati
Le aziende riconoscono vantaggi concreti. Il valore medio dei benefici è 6,4 su 10. I miglioramenti principali riguardano la qualità dei processi, con un punteggio di 7. Segue la produttività, pari a 6,9. Migliora anche il livello di servizio, che raggiunge 6,7.
Non si tratta di una rivoluzione totale. Ma di un miglioramento progressivo.
Sperimentazioni tra estero e Italia
L’adozione dell’AI spesso parte fuori dall’Italia. Nel 39% dei casi le soluzioni vengono testate all’estero. Solo dopo arrivano nelle filiali italiane.
Oggi il 28% delle soluzioni è in fase di test all’estero. Il 16% è in sperimentazione in Italia. Nei prossimi anni è previsto un cambiamento. Il 44% delle aziende è pronto ad avviare progetti direttamente sul territorio nazionale.
Il caso dell’Aeroporto di Milano Malpensa
Un esempio concreto arriva dall’Aeroporto di Milano Malpensa. Qui si è svolto il convegno con il supporto di SEA Aeroporti di Milano.
Nel 2025 lo scalo ha superato le 760.000 tonnellate di merci. La crescita è stata del 4,3% rispetto al 2024. È il miglior risultato di sempre. Supera anche il record del 2021.
Negli ultimi venticinque anni il traffico cargo è triplicato. Rispetto al 2019 è cresciuto di circa un terzo. A trainare sono l’export di prodotti ad alto valore e l’e-commerce in import.
Le criticità dell’AI
L’adozione dell’AI non è priva di difficoltà. Le principali preoccupazioni riguardano privacy ed etica. Il livello di criticità è 7,8. Seguono le sfide tecnico-economiche e organizzative. Entrambe si fermano a 6,3.
Serve quindi un approccio consapevole. Non basta introdurre tecnologia.
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