Aeroporti: ritardi nei controlli EES con attese fino a 3 ore
Ecco cosa sta succedendo negli aeroporti
I ritardi nei controlli EES, con tempi di attesa fino a tre ore, stanno mettendo sotto pressione i principali aeroporti europei, con effetti diretti sull’esperienza dei passeggeri e sulla regolarità delle operazioni di frontiera.
L’allarme arriva da ACI EUROPE, che sollecita un intervento urgente delle istituzioni europee per evitare il rischio di un blocco sistemico del traffico aereo.
La presa di posizione è stata formalizzata il 18 dicembre 2025 a Bruxelles, all’indomani dell’entrata in vigore del nuovo sistema di ingressi/uscite Schengen (EES), operativo dal 12 ottobre 2025 e destinato alla registrazione e all’acquisizione dei dati biometrici dei cittadini di Paesi terzi in ingresso nell’area Schengen.
Ritardi nei controlli EES negli aeroporti europei
Secondo quanto segnalato da ACI EUROPE alla Commissione europea, a eu-LISA, a Frontex e agli Stati membri Schengen, l’attuale implementazione del sistema EES ha determinato un aumento fino al 70% dei tempi di elaborazione dei controlli di frontiera negli aeroporti.
Nelle ore di punta, i ritardi nei controlli EES si traducono in attese fino a tre ore, con un impatto significativo sull’esperienza dei passeggeri e sulla gestione dei flussi aeroportuali.
Le criticità risultano particolarmente evidenti negli scali di Francia, Germania, Grecia, Islanda, Italia, Portogallo e Spagna, Paesi caratterizzati da un elevato traffico di viaggiatori extra-UE.
Le criticità operative alla base dei ritardi nei controlli EES
ACI EUROPE evidenzia come i ritardi nei controlli EES negli aeroporti siano il risultato di una combinazione di problemi operativi che stanno compromettendo la prevedibilità e la resilienza delle operazioni di frontiera.
Tra le principali criticità segnalate figurano le interruzioni periodiche del sistema EES, che incidono sulla regolarità dei controlli, e i problemi di configurazione, legati all’implementazione parziale o all’indisponibilità dei chioschi self-service utilizzati dai viaggiatori per la registrazione e l’acquisizione dei dati biometrici.
A questi elementi si aggiunge la limitata disponibilità dei gate automatici di controllo delle frontiere (ABC) per l’elaborazione EES in molti aeroporti, l’assenza di un’app di preregistrazione efficace e il numero insufficiente di guardie di frontiera, che riflette una carenza strutturale di personale presso le autorità competenti.
ACI EUROPE: rischio congestione con l’aumento della soglia EES
Nel commentare la situazione, Olivier Jankovec, Direttore Generale di ACI EUROPE, ha sottolineato come i disagi siano già rilevanti nonostante la soglia di registrazione dei cittadini di Paesi terzi sia attualmente fissata al 10%.
Secondo Jankovec, se le criticità operative non verranno risolte nelle prossime settimane, l’aumento della soglia al 35% a partire dal 9 gennaio, previsto dal calendario di attuazione dell’EES, comporterà inevitabilmente una congestione molto più grave e un’interruzione sistemica per aeroporti e compagnie aeree, con potenziali gravi rischi per la sicurezza.
Ritardi nei controlli EES e richiesta di flessibilità all’UE
Pur ribadendo il pieno sostegno all’importanza strategica del sistema EES, ACI EUROPE avverte che i ritardi nei controlli EES negli aeroporti non possono diventare strutturali. Secondo l’associazione, il nuovo sistema non deve tradursi in caos per i viaggiatori né in confusione operativa per gli scali europei.
In assenza di una stabilizzazione del sistema entro l’inizio di gennaio, ACI EUROPE chiede un intervento rapido della Commissione europea e degli Stati membri Schengen, finalizzato a garantire maggiore flessibilità nell’implementazione dell’EES e a prevenire effetti negativi sull’intero sistema del trasporto aereo.
Impatto sui passeggeri e sulle operazioni aeroportuali
I ritardi nei controlli EES stanno già incidendo in modo diretto sulla qualità del viaggio. Si verificano, infatti, code prolungate, coincidenze perse e una crescente pressione sui terminal aeroportuali. Allo stesso tempo, le operazioni degli aeroporti risultano sempre più complesse, con ripercussioni sulla puntualità dei voli e sulla gestione complessiva dei flussi.
Secondo ACI EUROPE, senza una revisione urgente del sistema di ingressi e uscite Schengen, il rischio è quello di interruzioni sistemiche. Queste sono in grado di compromettere la regolarità del traffico aereo europeo in una fase particolarmente delicata per la mobilità internazionale.
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